Terrorismo al Nord, 6 arresti per Jiahd tra Lombardia e Piemonte: obiettivo Roma

28 aprile 2016 ore 13:31, Lucia Bigozzi
Stavano preparando un attentato in Italia, a Roma. Ed erano pronti a partire per la jihad tra Iraq e Siria. Sei persone sono finite in manette al termine di un’operazione anti-terrorismo condotta da Ros e Digos in Lombardia, in particolare nella provincia di Lecco. Due dei sei arrestati sono latitanti; tra e tra di loro ci sarebbe anche un atleta sportivo noto, oltre alla coppia che voleva arruolarsi per l’Isis e che si era dileguata da Bulciago. I particolari dell’operazione sono stati resi noti stamani in una conferenza stampa dai vertici della Procura di Milano. Proprio gli inquirenti, a proposito di possibili attentati in preparazione, hanno parlato di “un’attezione particolare alla città di Roma” al centro dei piani del gruppo. 

Terrorismo al Nord, 6 arresti per Jiahd tra Lombardia e Piemonte: obiettivo Roma
Ma perché proprio Roma? Secondo gli investigatori, “l’attenzione” sulla Capitale sarebbe stata collegata al Giubileo, ovvero a un evento di carattere internazionali
che richiama milioni di pellegrini da tutto il mondo, ma anche un luogo-simbolo dal quale i fedeli, i cristiani trarrebbero la loro forza in chiave anti-islamica. Altro particolare inquietante reso noto dagli inquirenti durante la conferenza stampa: “La richiesta di colpire l’Italia era giunta direttamente da Siria e Iraq”. I dettagli su questo passagio specifico, che danno il senso e le dimensioni dell’operazione anti-terrorismo sono stati illustrati dal procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli secondo il quale si è trattato di “un’indicazione non generica ma specifica che ci risulta da messaggi che abbiamo intercettato”. Il blitz delle forze dell’ordine è scattato stamani all’alba e non ha riguardato solo la provincia di Lecco ma è stata estesa anche ad altre province della Lombardia e del Piemonte. Per gli arrestati l’accusa formalizzata è di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. 

CHI SONO GLI ARRESTATI. Tra le sei persone finite in manette c’è un marocchino di 23 anni che viveva in provincia di Varese ed è fratello di un foreign fighter che era stato espulso dall'Italia nel gennaio 2015 con un provvedimento emesso dal Ministro dell'Interno per motivi di terrorismo. Il giovane marocchino avrebbe dovuto unirsi alla coppia con 4 bambini piccoli sparita da Bulciago. Si tratta di Alice Brignoli, italiana, 39 anni, convertita all’Islam e dopo la conversione ha cambiato il suo nome in Aisha e il marito Mohamed Koraichi, 31 anni, originario del Marocco. La storia della coppia ha destato scalpore: viveva in provincia di Lecco; marito e moglie si erano allontanati nel febbraio di un anno fa insieme ai figli, tutti piccoli. Gli inquirenti sospettano che possano aver raggiunto le zone di guerra tra Siria e Iraq per unirsi alle milizie dell’Isis. Entrambi risultano tuttora latitanti. Ma secondo quanto riferito dagli inquirenti in conferenza stampa, c’era un’altra coppia di presunti estremisti islamici pronti a partire per Lecco, anche loro per unirsi alla jihad.

In una foto sequestrata dagli inquirenti si vedono i quattro figli della coppia vestiti con una tuta e l’indice della mano rivolto al cielo, come a simboleggiare il martirio. Tre di loro sono figli della coppia di Bulciago, mentre il quarto e il figlio di Oussama Khachia, operaio 30enne che sarebbe morto in Siria, dopo essersi unito all'Isis.

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...