10 gol in 10 partite, ma è primo posto: l'Inter di Mancini vince e non convince

28 ottobre 2015, Andrea De Angelis
10 gol in 10 partite, ma è primo posto: l'Inter di Mancini vince e non convince
Ci sono numeri che difficilmente si possono spiegare. Poi c'è la fortuna, il fattore C (o B che dir si voglia) che, restando alle lettere, influenza anche la Serie A. E c'è Mancini che i numeri li conosce, ma evidentemente preferisce superarli concentrando l'attenzione sulle troppe espulsioni subite dalla sua squadra. 

La media dei rossi, dopo dieci giornate, sarà pure alta. Ma quella delle reti realizzate a partita è imbarazzante: una. Un solo gol in media a gara, e del resto il conto è presto fatto: due reti segnate contro il Carpi, zero contro la Juventus e una in tutte le restanti otto partite (Atalanta, Milan, Chievo, Verona, Fiorentina, Sampdoria, Palermo, Bologna). Con questa vena realizzativa si lotta, di solito, per non retrocedere. Invece nel massimo campionato italiano di calcio non solo si è primi in classifica, ma si ricevono anche apprezzamenti e pronostici da scudetto. 
Qualcuno risponderà che è questione di tempo, le reti aumenteranno e la solidità difensiva sarà il vero punto di forza della squadra interista. Del resto i sei gol subiti fino ad ora, di cui quattro contro la Fiorentina, dicono che Handanovic ha mantenuto sette volte su dieci la sua porta inviolata. Il segreto è tutto qui: una squadra che prende gol sono in tre partite difficilmente non si troverà nelle primissime posizioni. 

10 gol in 10 partite, ma è primo posto: l'Inter di Mancini vince e non convince
L'esempio di ieri è lampante. In quel di Bologna l'Inter ha giocato male, rischiando anche in un paio di occasioni di subire gol (male la linea del fuorigioco), commettendo troppi falli a centrocampo (Melo, forse espulso ingiustamente perché il secondo giallo si poteva evitare, aveva comunque rischiato il rosso per il fallaccio della prima ammonizione) e trovando il gol solo grazie ad un incredibile svarione della difesa avversaria. 
Poi, al 94', la palla gol per Destro. Più difficile da sbagliare che da segnare, con Handanovic che è riuscito a deviare in angolo. Fategli un monumento a questo ragazzo, perché i tre punti di ieri sono tutti suoi e in parte di chi, come Miranda, ha guidato in modo egregio il reparto difensivo. 

Sabato, intanto, il calendario propone un Inter-Roma d'altissima quota. Due squadre diverse, non fosse altro che i giallorossi hanno, di fatto, subito e realizzato il doppio delle reti dei rivali milanesi. Una gara interessante, probabilmente diversa da quella con la Juventus dove lo zero a zero era di fatto annunciato. Staremo a vedere se l'Inter e Mancini sapranno smentirci, ma non ce ne vogliano i tifosi nerazzurri. Per ora l'Inter non è da scudetto. 


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