Rogo e blitz anti-migranti nel palazzo-dormitorio: 10 indagati

28 ottobre 2016 ore 15:32, Lucia Bigozzi
Dieci nomi, dieci indagati. Sono nove italiani e un sudamericano denunciati dalla Digos con l’accusa di aver appiccato il fuoco a un edificio alla periferia di Milano, nel quartiere Adriano. Si tratta di uno stabile solitamente utilizzato come ricovero di fortuna dagli immigrati e finito al centro di polemiche e contestazioni sul degrado in certe zone del capoluogo lombardo. Secondo l’accusa, i dieci uomini avrebbero pianificato il blitz nell’edificio abbandonato durante una serata trascorsa al bar e finita con alcune taniche di benzina e un quantitativo di fuochi artificiali nella struttura dove gli immigrati dormivano. L’episodio risale allo scorso 4 settembre e gli inquirenti sono risaliti ai presunti responsabili grazie anche alle testimonianze di alcuni cittadini che vivono nel quartiere e che quella sera lanciarono subito l’allarme, oltre alle immagini registrate dalle telecamere municipali che hanno consentito di verificare che quella sera, un gruppo di dieci individui si era introdotto di giorno all’interno dello stabile portando i contenitori di benzina e fuochi artificiali che furono fatti esplodere subito. Le indagini hanno permesso di risalire ai dieci individui che alla fine hanno ammesso e riferito agli uomini della questura di Milano, che la decisione del blitz anti-immigrati era scaturita da un sentimento di risentimento e avversione per le condizioni di degrado in cui versa lo stabile e per alcuni fatti di cronaca – tra i quali borseggi e atti di vandalismo - che avrebbero a che fare con la presenza di immigrati che lo hanno occupato trasformandolo in dormitorio. 

Rogo e blitz anti-migranti nel palazzo-dormitorio: 10 indagati
Anche per questo, secondo la ricostruzione degli investigatori, alcuni membri del gruppo avrebbero pianificato l’azione punitiva, proprio per dare una lezione agli extracomunitari:
così appiccarono il fuoco a indumenti e materassini dove dormivano. Le fiamme furono appiccate su due piani dello stabile ma in quel momento non c’era nessuno e non ci furono feriti. Il passaparola era: “Andiamo e facciamogliela vedere. Io vengo, e porto uno che conosco”: è stato così che, spiegano i poliziotti, era stato pianificato il blitz: i dieci denunciati vivono nel quartiere e sarebbero quasi tutti incensurati. Tra di loro non si conoscevano, quindi non si tratta di una banda criminale ma - sempre secondo le indagini – di persone collegate tra loro dalla frequentazione del bar. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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