Borghezio (LN): «Via la Bossi Fini?E' il richiamo della foresta per ogni immigrato. Letta segue mondialismo della Trilateral»

29 aprile 2013 ore 15:22, Marta Moriconi
Borghezio (LN): «Via la Bossi Fini?E' il richiamo della foresta per ogni immigrato. Letta segue mondialismo della Trilateral»
Il nuovo ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Cécile Kyenge Kashetu, ha una pallino per la testa: cambiare la legge Bossi Fini. E Mario Borghezio, che rappresenta la Lega in Europa, è chiaro: «E’ un richiamo della foresta agli immigrati di tutto il mondo ». E contro Letta tuona: «E’ una nomina ideologica. Ha sbattuto la porta in faccia alla Lega e non solo: ha anche confermato la sua idiosincrasia contro chi non condivide la linea ideologica mondialista della Trilateral». Il medico modenese di origine congolese nominata ministro per l’Integrazione. Salvini ha attaccato: "Simbolo della sinistra buonista ipocrita”.  Anche per lei? «Il segnale che il governo ha voluto mandare con questa scelta è sbagliato e molto pericoloso». In che senso? «Va nella direzione opposta da quella tracciata dal governo a partecipazione leghista che aveva finalmente corretto il tiro, respingendo quel buonismo ipocrita catto-comunista che aveva permeato la politica dell’immigrazione per troppo tempo. Nel nostro Paese può rimanere chi ha un contratto di lavoro e quindi chi è nella legalità. I clandestini sono clandestini, la loro posizione è illegale, quindi senza se né ma, non possono vivere qui. Le parole vellutate con cui questo governo si prepara ad affrontare questo problema fanno capire, fin dall’inizio, che si va verso lo ius soli. Interpretazione opposta alla nostra». Volendo rimetter mano alla Bossi-Fini, per la Lega è la prova che vuole tutelare chi è fuori regola? «E’ un richiamo della foresta agli immigrati di tutto il mondo. Venite in Italia dove basta fare un figlio per essere integrati, senza che vi sia lavoro». Non è questione di colore insomma? «Se fosse stata nominata per ricoprire magari un incarico più di sua competenza, tipo la sanità, si sarebbe potuto ragionare. Magari un sottosegretariato. Ma questa nomina ha un’esclusiva valenza politica e il nostro giudizio negativo è netto contro questo questo governo. Si tratta di una nomina ideologica. “Prima i residenti, prima gli italiani” è quello in cui credete. Può bastare però per fare una buona politica sociale? «Questo argomento è forte a maggior ragione che c’è la crisi. Per esempio, il tema dell’assegnazione delle case popolari vuole rispettare proprio questo principio. I cittadini residenti non hanno potuto che apprezzare una norma come questa». La Lega all’opposizione, però, si era già messa da sola ancor prima di sapere del ministro dell’integrazione… «Ma una posizione ufficiale ancora non c’era. In questo modo Letta ha sbattuto la porta in faccia alla Lega e non solo: ha anche confermato la sua idiosincrasia contro chi non condivide la linea ideologica mondialista della Trilateral». Insomma, Letta non le piace proprio… «Non mi piace lui, come qualunque adepto di questi circoli che difendono gli speculatori e non tutelano l’economia reale».
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