Milano: la città del bike sharing ma senza sicurezza

29 maggio 2015, Vanessa Dal Cero
Milano: la città del bike sharing ma senza sicurezza
La bicicletta è sempre più usata dai milanesi per i loro spostamenti in città; veloce, economica e salutare. 

I dati del Bike Mi lo confermano, con le nuove biciclette elettriche che già registrano un notevole apprezzamento. Ma se l’attività di promozione dell’uso della bicicletta è senz’altro in crescendo, può dirsi altrettanto del miglioramento di sicurezza stradale? È questa la domanda che sorge spontanea leggendo i dati pubblicati da Eupolis Lombardia sull'incidentalità dei ciclisti. 

Nel 2013, infatti, 49 persone sono decedute a causa di incidenti in bicicletta nel territorio lombardo e 4.549 sono rimaste ferite: quasi un morto alla settimana e 12 feriti ogni giorno. A Milano, poi, nel triennio 2010-2013, sono stati 58 i ciclisti deceduti e 7368 i feriti sulle strade. Numeri che testimoniano la necessità e l’urgenza di migliorare la sicurezza dei ciclisti, ma anche quella dei pedoni, perché in ambito urbano il 42% dei morti è sempre un pedone o un ciclista

Mentre si moltiplicano anche le iniziative in ricordo di chi ha perso la vita in bicicletta, come le pedalate silenziose della "Ride of Silence", proseguono anche gli studi per decidere quali nuove strategie amministrative adottare: dagli interventi strutturali urgenti nei punti neri più critici, promuovendo nuove piste ciclabili protette, a interventi di natura educativa e culturale volti a promuovere la convivenza pacifica tra i diversi tipi di veicoli stradali. Senza dimenticare l’importanza dell’uso di caschi per i ciclisti. 

Un dato interessante nel senso di una possibile riforma del codice della strada riguarda il fattore velocità delle autovetture che causano gli incidenti: per impatti alla velocità di 30 km/h la probabilità di decesso è stimata nel 10% circa mentre alla velocità di 50 km/h le probabilità di decesso aumentano fino a circa il 50%; basta poi raggiungere i 70 km/h e il rischio di morte si assesta tra il 95% e la certezza. 

Un motivo in più per sensibilizzare tutti gli utenti della strada a una guida più responsabile e rispettosa nei confronti soprattutto dei più deboli.
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