Ibrahimovic annuncia il ritiro, ma c'è l'effetto rilancio (Italia compresa)

29 marzo 2016 ore 11:32, Andrea De Angelis
Di recente (per scherzo, o meglio per pubblicità) ha fatto anche il capo delle risorse umane, sostenendo un colloquio con un giovane visibilmente emozionato per avere davanti a sé quello che è considerato uno dei dieci attaccanti più forti di ogni tempo. Zlatan Ibrahimovic è un campione, ma anche un personaggio fuori dal comune. Uno che, tanto per essere chiari, riesce sempre a far parlare di sé. Vuoi per il suo carattere, vuoi per i numeri che indicano come, questo nessuno può negarlo, riesca a vincere dovunque vada a giocare. 

Così anche il calciomercato anche quest'anno attinge al suo nome per scrivere fiumi di inchiostro. Ad esempio si è parlato di un suo ritorno al Milan, magari con in panchina un certo Fabio Capello. Oppure di una carriera da chiudere in Cina per cifre mostruose (due milioni di dollari al mese). Insomma, di Ibra non ci si stanca mai. Del resto uno che ha giocato all'Ajax (35 gol in 74 presenze, media di mezza rete a partita); Juventus (qui fece peggio con 23 gol in due anni); Inter (57 le reti in sole 88 presenze); Barcellona (16 goal in 29 apparizioni), Milan (42 in 61, da record in Italia) e Paris Saint Germain (102 goal in 116 partite, pur essendo arrivato già trentenne in Francia) non può che far gola a molti. Anche perché, lo dicono i numeri, è un po' come il vino: più invecchia, più migliora. 
Eppure, a sorpresa, proprio ieri ha annunciato che dopo l'estate potrebbe ritirarsi, alla vigilia del suo trentacinquesimo compleanno. 

Ibrahimovic annuncia il ritiro, ma c'è l'effetto rilancio (Italia compresa)
Una notizia che ha lasciato di stucco tanti addetti ai lavori e anche chi lo conosce meglio. Visto l'ultimo anno a Parigi e l'attuale stato di forma, appare strano che propria ora il campione svedese (anche in Nazionale la media realizzativa è di circa 0,6 goal a partita) decida di appendere gli scarpini al chiodo. 
Però, attenzione, potrebbe anche trattarsi di una strategia. Conquistare la sua preferenza non è di certo facile, per convincerlo a lasciare Parigi occorreranno molti zeri. Ma lo sforzo potrebbe essere ancora maggiore se il rischio è quello del ritiro. Un modo per alzare la posta? Difficile, ma magari per far parlare ancor più di sé sì. Del resto su questo siamo tutti d'accordo: Zlatan è una prima, primissima donna. E ai tifosi piace anche per questo. 

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