Caldo record, emergenza ozono nelle città del Nord: cosa non fare

03 agosto 2017 ore 13:17, Americo Mascarucci
Il caldo di questi giorni sta facendo innalzare i livelli di ozono soprattutto al Nord, in Lombardia. Secondo le ultime rilevazioni dell'Arpa le concentrazioni hanno superato la quota di 180 microgrammi al metrocubo a Milano in zona Parco Lambro e nel milanese a Legnano (203) e ad Arconate (183). La soglia di allerta è stata inoltre superata anche in diversi centri delle province di Monza, Como, Lecco e Milano. Per questo l'Arpa ha invitato le persone a limitare le attività all'aperto nelle ore più calde, cioè dalle 10 alle 16. Altre città italiane, nei prossimi giorni, si vedranno surclassate dal caldo; bollino rosso dunque per Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Ancona, Bari,Torino, Trieste, Venezia, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Verona e Viterbo.
Caldo record, emergenza ozono nelle città del Nord: cosa non fare

COS'E' L'OZONO
È un gas instabile (gassoso, a 20 °C ha un tempo di dimezzamento di tre giorni, in soluzione acquosa di 20 minuti), ed allo stato liquido è esplosivo. Non può dunque essere conservato, e deve essere prodotto al momento dell'uso. Ha un odore pungente caratteristico - lo stesso che accompagna talvolta i temporali, dovuto proprio all'ozono prodotto dalle scariche elettriche dei fulmini.
È un energico ossidante e per gli esseri viventi è un gas altamente velenoso. È tuttavia un gas essenziale alla vita sulla Terra per via della sua capacità di assorbire la luce ultravioletta; lo strato di ozono presente nella stratosfera protegge la Terra dall'azione nociva dei raggi ultravioletti UV-C provenienti dal Sole. Proprio per la loro capacità di distruggere lo strato di ozono della stratosfera, i freon sono stati banditi dalla produzione e dall'utilizzo. È anche diminuito molto l'uso dei CFC (che non sono stati aboliti del tutto). In Cina e in India ad esempio si persevera ancora nel loro utilizzo.
I composti derivanti dall'ozono sono chiamati ozonuri.

I CONSIGLI DEGLI ESPERTI
Ogni cittadino può contribuire limitando i comportamenti che, direttamente o indirettamente, portano ad un aggravamento dell'inquinamento ambientale. Un esempio può essere la scelta di limitare l’uso dei veicoli a motore privati, che contribuiscono ad aumentare la concentrazione dei composti precursori dell’ozono, facendo un uso più consapevole del trasporto pubblico. 
Va inoltre tenuto presente che, soprattutto nelle zone rurali, persiste la prassi di bruciare sterpaglie o residui agricoli. Tale pratica va evitata perchè, oltre a comportare un serio rischio di incendi, contribuisce alla liberazione in atmosfera di composti organici e ossidi di azoto che favoriscono la formazione di ozono.
In questo periodo dunque è consigliato limitare al massimo gli spostamenti nelle ore più calde evitando le attività all'aperto. 

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