San Raffaele primo ospedale d'Italia, mentre a Roma i familiari di Gemma...

03 ottobre 2013 ore 16:02, intelligo
di Giuseppe Tetto
San Raffaele primo ospedale d'Italia, mentre a Roma i familiari di Gemma...
Le due velocità della sanità italiana. Al Nord si va spediti con il San Raffaele, che porta la Lombardia al vertice, per qualità, tra le Regioni. Il Centro-Sud lento e problematico, con il Federico II di Napoli maglia nera di tutte le unità ospedaliere nostrane. È questa la fotografia impietosa scattata da Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari delle Regioni, che ha pubblicato la ricerca sugli "esiti" dell'attività sanitaria del 2012, basata sulle schede di dimissione. Sono 1440 gli ospedali italiani, pubblici e convenzionati, messi sotto osservazione dalla lente d’ingrandimento dell’ente. Un’analisi che ha preso in considerazione una quarantina di indicatori, dalla mortalità per infarto, a quella per gli interventi cardiochirurgici o per l'ictus, dal tasso di cesarei a quello delle operazioni di colecisti in laparoscopia. In pratica, è una radiografia della qualità delle cure. Risulta, così, che l’ospedale milanese, nonostante tutti gli scandali degli ultimi mesi, è la realtà con i numeri più gratificanti: il San Raffaele risulta essere la struttura con il tasso di mortalità dopo operazioni cardiochirurgiche tra i più bassi d'Italia, ma anche per tumori allo stomaco e al polmone. I sorrisi, però, si spengono allontanandosi dalle pendici alpini. Basti pensare che al Federico II di Napoli, quest'estate, per mandare in ferie il personale, hanno chiuso i reparti di oculistica e chirurgia plastica. Ad oggi ancora con il lucchetto alle porte. E il gap qualitativo fra Nord e il resto del Paese, si può, purtroppo, percepire dai fatti di cronaca. L’ultimo riguarda la vicenda del famoso attore Giuliano Gemma, morto l’1 Ottobre a causa delle ferite riportate in un grave incidente stradale. Secondo alcune fonti, la star italiana degli spagatti-western, avrebbe potuto salvarsi se solo i soccorsi fossero stati più tempestivi nel trasporto in ospedale. La famiglia per adesso non ha commentato, mantenendo un basso profilo di riservatezza. Quel che rimane, intanto, è la consapevolezza che qualcosa nel modo di gestire la sanità pubblica, debba e possa essere ancora cambiata…
autore / intelligo
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