Milano, no al raduno: la sensibilità "democratica" dell'Anpi Vs Casapound e FN

03 settembre 2015, Americo Mascarucci
Casapound ha annunciato che la sua festa nazionale si terrà a Milano dall’undici al tredici settembre; Forza Nuova contemporaneamente ha reso noto che negli stessi giorni, si terrà un raduno a Cantù (Como) e sebbene fra i due movimenti dell’estrema destra non corra propriamente buon sangue, molti hanno pensato che la comunanza di date e di luoghi, la Regione Lombardia, non sia puramente casuale. 

Milano, no al raduno: la sensibilità 'democratica' dell'Anpi Vs Casapound e FN
Il presidente nazionale dell'Anpi Carlo Smuraglia ha scritto una lettera aperta alle più alte cariche dello Stato, ai presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio dei ministri e al ministro degli Interni, chiedendo il loro "pronto e deciso intervento" in vista delle due manifestazioni di “netta marca fascista" . Il presidente Anpi non si ferma qui e aggiunge: “La concomitanza di due manifestazioni del genere, che hanno precedenti ben noti, indigna e preoccupa chiunque sia dotato di una vera sensibilità democratica - scrive Smuraglia -. In particolare l'Anpi, riconosciuta da diverse sentenze di Tribunali militari come erede e successore dei Combattenti per la libertà, è legittimata e tenuta a reagire nei confronti di eventi che contrastino con i valori per i quali si batterono donne e uomini della Resistenza e su cui si fonda la Costituzione repubblicana.  La nostra mobilitazione, dunque, è legittima e doverosa; ma non basta, perché il primo compito e il primo dovere di intervento - ricorda Smuraglia - spettano alle Istituzioni democratiche, che devono sapere, e far sapere, che i diritti di libertà trovano un limite imprescindibile nella natura democratica e antifascista del nostro Stato". 

Però, c’è da dire che l’Anpi ha davvero un concetto molto ampio del termine democrazia... Perché, se è legittimo criticare una manifestazione di cui non si condividono finalità e scopi, non è certamente legittimo pretendere che quelle stesse manifestazioni siano proibite sulla base di motivazioni puramente ideologiche. Chissà come mai la stessa “sensibilità democratica” quelli dell’Anpi non la dimostrano mai nei confronti dei cortei dei centri sociali o degli antagonisti dell’estrema sinistra, quelli che puntualmente si traducono in devastazioni, violenze e scontri con le forze dell’ordine? 

Come mai quando ad organizzare i raduni sono i no-global o i no tav, i moderni partigiani non si preoccupano mai di veder salvaguardati i principi della Costituzione? 

Il Comune di Milano, intanto, tramite l'assessore alla Sicurezza e coesione sociale Marco Granelli, ha reso noto di avere già chiesto al Prefetto di discutere la questione del meeting di CasaPound alla prossima riunione del Comitato per l'Ordine pubblico e la Sicurezza, "ribadendo la ferma contrarietà del Comune di Milano, città Medaglia d'Oro per la Resistenza, allo svolgimento, sul suo territorio, di manifestazioni con evidenti connotazioni fasciste".  

Perfetto, ma fino a quando la manifestazione è pacifica e non crea problemi di ordine pubblico, dove sta il problema? 

I dirigenti dell’Anpi hanno parlato di “settembre nero” per la Lombardia. Verrebbe da chiedersi; per la Lombardia o piuttosto per la democrazia?  
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