Ruby Ter, ci siamo: Berlusconi “grande corruttore” o “straordinario benefattore”?

30 giugno 2015, Americo Mascarucci
Ruby Ter, ci siamo: Berlusconi “grande corruttore” o “straordinario benefattore”?
La Procura di Milano ha chiuso l'indagine Ruby Ter e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi,
per Ruby Rubacuori, per le cosiddette “olgettine” e per l'avvocato Luca Giuliante, accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza.

Come si ricorderà il primo grado del processo Ruby, quello in cui Berlusconi era imputato di concussione e prostituzione minorile e che si era concluso con la condanna dell’ex Cavaliere ribaltata poi in appello da una sentenza di assoluzione, aveva visto sfilare una lunga serie di testi a difesa dell’ex premier, fra cui appunto la stessa Ruby e le ragazze che a vario titolo avevano frequentato le notti di Arcore. 

Tutte avevano negato l’esistenza del “sistema prostitutivo” denunciato dal pm Ilda Boccassini nella requisitoria, ma i loro racconti non avevano convinto i giudici, i quali avevano trasmesso gli atti alla Procura per valutare l’eventuale sussistenza del reato di falsa testimonianza. 

Le indagini della Procura avrebbero individuato Berlusconi quale "corruttore" per aver versato alle ragazze, in cambio del loro silenzio sulle serate ad Arcore, oltre 10 milioni di euro, case, spese mediche e doni "di elevato valore economico". L’ex Cavaliere secondo la tesi accusatoria avrebbe corrotto Ruby con circa sette milioni di euro, tra contanti e soldi usati dalla ragazza per aprire attività all'estero, come un ristorante in Messico. Le ipotesi di reato si erano indirizzate anche verso i legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Pietro Longo per i quali però i pm si apprestano a chiedere l’archiviazione, non sussistendo a loro carico l’accusa di corruzione in atti giudiziari inizialmente ipotizzata. 

Berlusconi si è sempre difeso sostenendo che i soldi versati alle ragazze erano in realtà aiuti economici dopo che a causa dello scandalo si erano viste tutte rovinate le rispettive carriere, chi nel mondo dello spettacolo, chi della moda, chi del cinema, chi nelle proprie attività professionali. Per gli inquirenti invece quei soldi sarebbero serviti a “tappare” la bocca alle protagoniste delle serate, ipotesi questa avvalorata in parte dalle incongruenze fra le deposizioni rilasciate in aula e i contenuti delle intercettazioni telefoniche. Insomma il processo se si farà dovrà in sostanza rispondere al grande dilemma: Berlusconi “grande corruttore” o “straordinario benefattore”?


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