Caso Kyenge: Maroni prova a parare le polemiche ma la ministra parte in contro piede

30 luglio 2013 ore 18:35, intelligo
di Giuseppe Tetto
Caso Kyenge: Maroni prova a parare le polemiche ma la ministra parte in contro piede
«Se Roberto Maroni non farà cessare gli attacchi contro di me, sarò costretta a declinare l'invito della Lega». È questo l’ultimo atto della querelle “Cecile Kyenge vs LegaNord”. Uno scontro che dura ormai da settimane dopo insulti, aggressioni verbali, ripetute manifestazioni di razzismo e boicottaggi contro il ministro dell’Integrazione. Come quello accaduto ieri a Cantù, quando alcuni esponenti della Lega sono usciti dall’Aula consiliare all’ingresso della Kyenge. Dal canto suo il segretario federale del Carroccio ha cercato di metterci una pezza: «Mi auguro che venga alla festa. La chiamerò per dirle la vera posizione della Lega  e confermare l’invito». E aggiunge: «Non è una questione politica, ma generale, la Lega non fa mai questioni personali: noi combattiamo le idee sbagliate, le proposte sbagliate e quella dello “ius soli” non è una proposta sbagliata, ma è una proposta sbagliatissima e noi la contrastiamo, perché siamo convinti delle nostre idee». Ma la Kyenge non indietreggia e ribadisce che mai ha pensato di lasciare il suo incarico “nemmeno per un solo attimo". Poi durante la presentazione del Piano nazionale contro il razzismo chiosa sicura: «Con questo spirito ho accettato di confrontarmi con il governatore Zaia il prossimo 3 agosto a Milano Marittima, ma ritengo di poter rispettare questo impegno solo se Maroni farà un appello ai suoi militanti perché cessino gli attacchi. Se questo non avverrà, mi ritroverò costretta a declinare l'invito alla Festa della Lega». Presupposti questi che non sono di buon auspicio per una repentina risoluzione del conflitto. Allo stato dei fatti, quindi, non ci resta che attendere la prossima puntata.
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