Sala, dalla Cassa Depositi e Prestiti a sindaco del dopo Pisapia. Il caso "è aperto"

30 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Sala, dalla Cassa Depositi e Prestiti a sindaco del dopo Pisapia. Il caso 'è aperto'
Giuseppe Sala, commissario unico di Expo, è stato nominato nel Consiglio di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti e questa nomina è sembrata mettere fine alle indiscrezioni circa una sua possibile candidatura a sindaco di Milano la prossima primavera. 

Invece no, perché Sala non esclude affatto l’eventualità di scendere in pista quando i tempi saranno maturi per farlo. 

"Il mio nel cda di Cassa Depositi e Prestiti – ha dichiarato Sala - è un ruolo da consigliere che può lasciare aperto assolutamente tutto”
Quindi nulla può essere dato per scontato. 

Giuliano Pisapia ha annunciato da tempo la sua intenzione di ritirarsi e secondo i sondaggi il centrodestra unito, Lega – Forza Italia e Nuovo centrodestra, ossia la stessa coalizione che governa la Regione Lombardia, avrebbe le chiavi della città già in tasca. 

Il premier Matteo Renzi però la partita intende giocarsela fino in fondo e Sala è considerato il candidato ideale per ribaltare completamente i pronostici sfavorevoli. 

Il lavoro fatto con l’Expo ha permesso al commissario di acquisire una forte visibilità politica e mediatica, soprattutto perché è passato nell’opinione pubblica il messaggio che proprio lui sia stato l’artefice del “miracolo Expo” prendendo in mano una macchina quasi bloccata e facendola ripartire a grande velocità permettendole di raggiungere mete che si pensavano irraggiungibili. 

Il successo di Expo comunque c’è stato, e a sentire Renzi anche di gran lunga superiore alle più rosee previsioni. 

Sala dunque  potrebbe essere l’uomo chiave per rilanciare a Milano un Pd che sembrerebbe destinato ad essere travolto se Berlusconi, Salvini e Alfano riusciranno a siglare un’intesa intorno ad un candidato unico. 

Alfano è tirato per la giacca all’interno del partito dall’ala renziana capitanata da Fabrizio Cicchitto che vorrebbe un’alleanza definitiva e organica fra centristi e Pd, ma a Milano il partito si identifica con il duo Roberto Formigoni e Maurizio Lupi, favorevoli ad un’alleanza di centrodestra. 

All’interno della Lega l’ostilità di Salvini nei confronti degli uomini di Alfano, sembrerebbe destinata ad essere superata dall’opposizione del Governatore Roberto Maroni alla linea dura del segretario che potrebbe anche sfociare in uno scontro aperto fra i due. 
Finora le divergenze fra Salvini e Maroni sono rimaste circoscritte all’interno delle sedi di partito ma tutti sanno che Maroni è favorevole ad una candidatura di Maurizio Lupi che non dispiacerebbe nemmeno a Berlusconi ma che non troverebbe molto favorevole il leader del Carroccio che preferirebbe un proprio candidato, o in alternativa un esponente forzista il più possibile amico della Lega. Il Governatore punta a mantenere stabile la coalizione che lo sostiene al Pirellone che comprende anche il Nuovo centrodestra, quindi sarebbe pronto ad opporsi ai toni barricaderi di Salvini.

Dunque Sala resta in pista come candidato renziano alla successione di Pisapia anche se, prima di ufficializzare la scelta, il commissario di Expo sembra voler attendere di avere più chiaro il quadro politico in movimento su Milano. 

E se lo scontro si giocasse proprio fra lui e Lupi? Sarebbe davvero curioso, dal momento che la nomina di Sala a commissario dell’Expo fu letta da tutti come uno schiaffo di Renzi all’allora ministro delle Infrastrutture e una mossa per estromettere Cl e la Compagnia delle Opere dalla partita. 

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