Tutti celiaci per un giorno, a Milano si educa così

31 gennaio 2014 ore 13:03, Vanessa Dal Cero
Tutti celiaci per un giorno, a Milano si educa così
Gli ottantamila bambini che frequentano le scuole milanesi sono stati tutti celiaci per un pasto. Lo ha deciso ieri la Milano Ristorazione che, dopo aver decisamente toppato con il menù vegano dello scorso settembre, ci ha riprovato.
Il grano saraceno e l'insalatina di tofu erano stati completamente rifiutati dai bambini, riempiendo i cestini invece che le pance, con una conseguente contestazione di molti genitori. Ieri è andata decisamente meglio, il menù senza glutine proposto nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie era mangiabile ma soprattutto già noto: risotto con la zucca, arrosto di tacchino agli aromi, patate arrosto, arancia, taralli senza glutine.  Questa terza giornata a menù speciale, in rappresentanza delle oltre 3400 diete sanitarie che la mensa propone ogni giorno a chi per necessità deve seguire un regime alimentare particolare, vuole lanciare un forte messaggio di integrazione che può passare anche attraverso il cibo. Gli operatori di Milano Ristorazione, gli insegnati, e magari anche i genitori, dovrebbero però coinvolgere di più i bambini, tramite un racconto adatto all'età spiegare loro per tempo il motivo per cui viene presentato quel piatto diverso e la ragione per cui alcuni amici non possono mangiare determinati cibi. Mettendo semplicemente nel piatto cibi strani mai visti prima, non si abituano i bambini ad essere tolleranti ma si ottengono solo rifiuti totali. La cosa migliore sarebbe impegnarsi quotidianamente nel portare a tavola cibi classici, di qualità e non troppo arzigogolati; per assurdo i piatti più apprezzati sono sempre quelli semplici come la pasta al pesto, una fettina di carne senza troppe salse o le patate. Per far conoscere ai bambini stili alimentari diversi occorre renderli partecipi e preparati, per non far diventare il pasto - invece che un momento di condivisione importante della loro giornata - un gioco goliardico a chi sputa più avanzi nel cassonetto.      
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