Sale giochi e scommesse poco…in condominio: la proposta di Gentili

04 aprile 2013 ore 18:42, Pietro Romano
Sale giochi e scommesse poco…in condominio: la proposta di Gentili
Usare i regolamenti condominiali per vietare l’apertura di nuove sale giochi e centri scommesse. Lo ha suggerito agli amministratori e alle assemblee dei condomini milanesi il presidente della commissione consiliare antimafia di Palazzo Marino, David Gentili. Il cui appello è già stato raccolto da un condominio di via Marghera, zona semicentrale del capoluogo meneghino.
L’intervento di Gentili è sembrato a molti un fuor d’opera. E non a torto. Ma va sottolineato nel contempo, questa volta l’allarme è arrivato dall’associazione dei commercianti del centro di Napoli, che mentre i negozi tradizionali e di prossimità chiudono a raffica, due nuove aperture su cinque sono di sale slot e centri scommesse. Spesso questi esercizi sono “puliti”, ma non è un mistero per nessuno che la criminalità più o meno organizzata non disdegna, per usare un eufemismo, il business dei giochi per riciclare le sue entrate illecite. Milano, comunque, non è l’unico comune che cerca di frenare come può l’invasione delle sale giochi. A Reggio Emilia il consiglio comunale ha approvato una variante al regolamento urbanistico per restringere e limitare la possibilità di insediamenti di sale giochi sul territorio comunale. E non è un caso che il sindaco della città del Tricolore sia Graziano Delrio, presidente dell’Associazione nazionale comuni d’Italia, sempre più spesso schierata contro la diffusione dei giochi. Una tassa sui locali adibiti a sala giochi è stata introdotta dal comune di Costa Masnago, in provincia di Lecco, battistrada di ostacoli che la Regione Lombardia e la provincia di Como stanno studiando. Certo, le amministrazioni locali hanno poco da studiare, se la magistratura si mette di traverso. Di recente, infatti, il Tar di Trento ha bocciato due delibere dei comuni di Riva del Garda e di Campitello di Fassa destinate a frenare l’invasione dei centri scommesse. Per la magistratura amministrativa della provincia autonoma gli interventi delle amministrazioni locali nel settore sono incostituzionali, in quanto la disciplina dei giochi è di competenza statale. E con questo, come ripeteva a mo’ di tormentone Peppino De Filippo nell’arcinoto “Totò, Peppino e a’ malafemmena”, ho detto tutto.
autore / Pietro Romano
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