"Dove c'è la Lega" per Salvini niente moschee: stop a Parisi (e Lupi) su Milano

04 aprile 2016 ore 14:19, Lucia Bigozzi
Matteo Salvini rincara la dose. A pochi giorni dalla “vittoria” anche se parziale del governatore -  leghista – della Lombardia Roberto Maroni sulla cosiddetta legge regionale “anti-moschee” il capo della Lega ribadisce il concetto, sull’onda lunga della campagna elettorale per le amministrative: con la sfida di Milano e Roma, due piazze strategiche per capire il futuro del centrodestra e del centrosinistra. Maroni la settimana scorsa ha incassato dalla Consulta 6 sì su 8 punti al centro del ricorso presentato da Palazzo Chigi sui profili di incostituzionalità e il leader leghista ha rimesso il tema al primo posto dell’agenda politica e nell’immediato, della campagna elettorale. Salvini chiarisce: “Dove c’è la Lega in amministrazione in questo momento storico una moschea non ci sta”. Frase non casuale che muove dalla “vittoria” della Regione ma serve anche per segnare il confine rispetto al candidato sindaco di centrodestra Stefano Parisi che peraltro la Lega sostiene, ma che diversamente da Salvini ritiene che “le comunità musulmane di Milano hanno il diritto di pregare nei loro luoghi di culto”, come prevede la Costituzione. Una posizione che se messa a confronto con quella del leader della Lega, fa dire al senatore dem Mirabelli che “Salvini sconfessa Parisi sulla moschea. Lui non ne vuole sapere. E adesso vediamo chi comanda nel centrodestra a Milano e dubito che sarà Parisi”. 

'Dove c'è la Lega' per Salvini niente moschee: stop a Parisi (e Lupi) su Milano
Salvini ha inoltre dichiarato che se ci sarà una legge nazionale, della questione si riparlerà mettendo subito i puntini sulle “i” . Parisi ha colto al volo, cercando di evitare quelle che avrebbero potuto sembrare linee divergenti tra uno dei principali partiti della coalizione che in Lombardia conserva il proprio “zoccolo duro” e il candidato sindaco che lo stesso partito sostiene. Diametralmente opposta la tesi del candidato del centrosinistra ec ex numero uno  di Expo Sala secondo il quale “fare una moschea a Milano, nel pieno rispetto di diritti e doveri di tutti, vuol dire garantire libertà di culto ed insieme creare sicurezza e ideali condizioni di lavoro per le forze dell'ordine, che debbono prevenire ogni forma di terrorismo. Salvini vuole il 'tutti contro tutti', la città Far West in cui conta solo gridare nei talk show della tv. I Milanesi invece chiedono che si affrontino i problemi per risolverli”. Anche sulle moschee si gioca una fetta di questa campagna elettorale tra il Pirellone e Palazzo Marino. 

autore / Lucia Bigozzi
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