Che fine ha fatto Ruud Gullit?

04 febbraio 2016 ore 16:58, intelligo

di Anna Paratore


La prima cosa che colpiva in lui era la capigliatura. Una quantità di treccine rasta, le famose dreadlocks che gli coprivano il capo come una folta criniera. Non a caso, Gianni Brera, famoso giornalista sportivo che si occupava di calcio, lo soprannominò Simba. Per molti altri suoi tifosi, però, era anche detto il Tulipano Nero. Ruudgard Dil Gullit, chiamatelo pure come vi pare, è comunque uno che nel mondo del calcio un segno lo ha lasciato.Olandese, di Amsterdam, viene al mondo il 1 settembre del 1962. Inizia la sua carriera come tanti ragazzini, entrando nel settore giovanile di una squadra minore, nel caso di Ruud, i Meer Boys, dove resta per un paio d’anni, e poi nel DWS, dove gioca fino al 1979, l’anno del suo esordio nel mondo del calcio professionistico, dopo che un osservatore dell’Haarlem lo ha fatto ingaggiare, e dove resterà un paio di stagioni mettendosi in grande evidenza e segnando 32 gol in 91 presenze. Il salto di qualità arriva però nel 1982 quando viene ingaggiato dal Feyenoord, con il quale vincerà uno scudetto e una Coppa d’Olanda nel 1984.

Che fine ha fatto Ruud Gullit?
Ormai la carriera calcistica di questo ragazzo dal fisico imponente – è alto oltre il metro e novanta – è incanalata nei binari dei grandi successi che inevitabilmente stanno per arrivare. Le migliori squadre d’Europa se lo contendono e lui lascia il modesto campionato olandese e approda in Francia al PSG, dove in due stagioni si impone sempre di più alla scena internazionale con 68 partite e 46 gol in campionato, vincendo due scudetti ed entrando a far parte della Nazionale olandese.

La vita privata di Ruud sembra camminare di pari passo con la sua carriera calcistica che in quegli anni è in grandissima ascesa. Il Tulipano Nero conosce Yvonne. Lei è come saranno tutte le donne di Ruud, alta, bionda e bella. Si sposano nel municipio di Amsterdam nel 1986 e hanno due figlie insieme, Felicity e Charmay. Nel frattempo, la coppia sbarca a Milano, alla corte di Silvio Berlusconi, presidente del Milan, all’epoca sicuramente la squadra di club più forte del mondo. Ruud viene pagato una cifra record: 13,5 miliardi di lire. Per allenarlo lo aspetta Arrigo Sacchi, e in squadra con lui c’è anche Marco van Basten. E così, mentre i rossoneri vincono lo scudetto numero 11 della loro storia, Ruud vince il Pallone d’oro. Ma la sua vita privata non procede altrettanto bene. Infatti, mentre con il Milan passato poi sotto la mano di Capello, continua a mietere successi nazionali e internazionali (sua una doppietta nella finale di Coppa Campioni 1988-89 vinta dal Milan per 4 a 0 al Camp Nou di Barcellona contro lo Steaua Bucarest), il suo matrimonio comincia ad andare in malora. La moglie Yvonne torna in Olanda convinta che lui la tradisca. Ruud annuncia il divorzio. I settimanali di gossip ci inzuppano il pane, e scrivono che in realtà lei sia fuggita con una guardi forestale ma in realtà si tratta di una guardia del corpo di Berlusconi.

Sia come sia, al primo amore succede un’italiana, ex compagna per un paio d’anni del compianto campione Ayrton Senna. Lei è Cristina Pensa e tra loro è amore a prima vista. Nascondo due figli, Quincy – il primo maschio del calciatore – e Cheynne. Intanto, però, sebbene col nuovo mister del Milan, il friulano Fabio Capello Ruud e il Milan abbiano vinto due scudetti e una Supercoppa italiana, le cose tra il Tulipano Nero e l’allenatore non vanno bene. I due litigano e per poco non arrivano alle mani. E’ il 1993 quando Ruud passa alla Samp. L’anno dopo, il leghista Formentini celebra a Milano il matrimonio tra l’olandese e Cristina Pensa che diventa così la sua seconda moglie . In tutto questo periodo, dall’inizio al 1994, va anche detto che Ruud milita nella nazionale Orange, che durante la permanenza di Ruud disputa due volte l’Europeo vincendone uno, e la Coppa del Mondo giocata in Italia nel 1990. Nel calcio Gullit continua a fare la differenza anche alla Sampdoria, ma per contrappasso la vita priva comincia ad andare male anche a Genova. Diventa tumultuosa. Dopo 5 anni e 2 figli, si arriva al divorzio. 17 milioni di lire mensili per i due bambini finché non raggiungeranno la maggiore età, e altri 10 sempre mensili per le due figlie di primo letto. 27 milioni di lire al mese sono una bella cifretta anche per un campione strapagato come lui, ma Ruud se al può ampiamente permettere e non fa una piega.

Passano gli anni e nel 1995, lascia l’Italia e si trasferisce in Inghilterra dove diventa giocatore e contemporaneamente allenatore del Chelsea. Lì vince la FA Cup, diventando il più giovane allenatore a conquistare questo trofeo nonché il primo senza nazionalità britannica. Comincia dunque un’altra stagione di successi che prosegue almeno fino al 2007, quando diventa allenatore dei Galaxy in America. Lì le cose non vanno troppo bene e Ruud si dimette. Arriva in Italia e per qualche anno ritorna al Milan nelle vesti di osservatore per il nord Europa e in particolare per i Paesi Bassi. Quindi nel 2011 torna ad allenare, stavolta in Russia, ma di nuovo le cose non vano bene e viene esonerato. E nel frattempo, che ne è della vita privata del campione? Beh, ovviamente c’è una nuova donna, una nuova moglie, Estelle Cruyjff, figlia del fratello del grande Johan. Nel 2000 lei ha 21 anni, lui 38 e sono già insieme da 4 anni quando a giugno di quell’anno si sposano davanti a trenta ospiti selezionati accuratamente. Hanno una figlia e poi un bambino ma, nel 2012, ecco arrivare il divorzio e come sempre è accaduto nella vita del campione, a volerlo è stata lei. La colpa? A sentire Estelle, i continui tradimenti di suo marito, definito da lei un “incorreggibile lussurioso”. Le sue parole per lui? “Ruud non si è mai reso conto di quanto mi abbia ferita e fatta soffrire in questi anni e alla fine ho voluto mettere fine al mio dolore. Lui non è una cattiva persona, ma ha solo un vizio particolarmente brutto, e gli auguro di trovare qualcuna che possa renderlo davvero felice, perché è chiaro che in questi anni io non sono riuscita a farlo”. Oggi Ruud Gullit è momentaneamente fermo per quanto riguarda la carriera di allenatore, ma collabora con trasmissioni televisive e impiega il suo tempo soprattutto, a suo dire, rilassandosi. E forse per questo Ruud dice di sé di essere stato fortunato nella sua carriera, ma aggiunge subito dopo: “Però sono stato molto “sfortunato” in amore.

Sarà che nella vita non si può avere tutto.

autore / intelligo
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