Strage Tribunale di Milano: il Gup chiede ai periti se Giardiello incapace di intendere e di volere

05 aprile 2016 ore 14:50, Americo Mascarucci
Claudio Giardiello poteva essere incapace di intendere e di volere quando il 9 aprile dello scorso anno, armato di pistola, entrò in un’aula del tribunale di Milano ed uccise il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e l’ex socio in affari Giorgio Erba.
L’incapacità di intendere e di volere è stata sostenuta dal legale dell’imputato Andrea Dondè.
Il giudice dell’udienza preliminare di Brescia Paolo Mainardi, ha accolto la richiesta avanzata dal legale di subordinare il processo con rito abbreviato ad una perizia psichiatrica.  L’udienza è stata rinviata al 19 aprile, per il conferimento dell’incarico ai periti, gli psichiatri bresciani Vittorio Filippini e Sergio Monchieri. 
"Ci sono degli elementi per dire che Giardiello fosse incapace di intendere e volere? Per noi sì, per gli avvocati di parte civile no e quindi bene hanno fatto i giudici ad accogliere la perizia" ha detto l'avvocato Dondè. 
Giardiello avrebbe sempre motivato quel folle gesto sulla base delle presunte ingiustizie che ha detto di aver subito. 

Quel 9 aprile l'uomo è comparso nei fotogrammi delle telecamere dell'ingresso posteriore di via San Barnaba già alle 8.40. Avrebbe dovuto prendere parte ad un'udienza fallimentare che lo riguardava.
Chi dovrebbe fermarlo non si accorge di lui. Dopo aver vagato tra i corridoi, raggiunge l'udienza. In aula litiga col suo avvocato, il legale annuncia davanti a tutti la rinuncia al mandato, ma la Corte lo invita a continuare nella difesa.
 È in questi secondi che qualcosa scatta nella mente del killer e scatena la sua furia omicida. 
Giardiello estrae la sua Beretta semiautomatica e fa fuoco contro il suo ex legale, il giovane avvocato Lorenzo Claris Appiani, 37 anni, chiamato a testimoniare proprio su insistenza dell'imputato. Appiani viene colpito a morte quando è ancora in piedi davanti al banco dei testimoni. 
Strage Tribunale di Milano: il Gup chiede ai periti se Giardiello incapace di intendere e di volere
Poi la furia omicida si sposta contro gli altri ex soci coimputati. Giardiello spara prima contro il nipote, Davide Limoncelli, 40 anni, che rimane ferito; poi ancora contro Giorgio Erba, 60 anni, centrato al petto e ucciso. Ma fra gli obiettivi c'è anche il giudice fallimentare Ferdinando Ciampi: Giardiello scende al piano di sotto e lo uccide con due colpi nel suo ufficio. Mentre scappa, incontra per caso il commercialista Stefano Verna, e lo gambizza sulle scale. Infine, ricercato in tutta la provincia, Giardiello va in scooter a caccia di un altro ex socio, salvo solo perché i carabinieri lo bloccano prima.
Per il suo legale tutto questo sarebbe avvenuto nell'incapacità di intendere e di volere. Ai periti l'ardua risposta. 


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