Morte studentessa iraniana. Arriva l'autodenuncia ma il giallo continua

05 febbraio 2014 ore 14:02, intelligo
di Micaela Del Monte.
Morte studentessa iraniana. Arriva l'autodenuncia ma il giallo continua
Avevano trasportato il suo corpo per 12 ore in un trolley per gettarlo poi nella laguna di Venezia.
Ora la coppia di indiani (Rajeshwar Singh, 29 anni e Gagandeep Kaur, 30), coinquilini di Mahfab Ahad Savoji, è stata arrestata con l'accusa di omicidio e di occultamento di cadavere. "A un certo punto io e la mia fidanzata ci siamo addormentati abbracciati e sono stato svegliato dalla mia fidanzata che mi ha detto, impaurita, che c'era qualcuno nel letto. Mi sono svegliato spaventato e mi sono accorto che nel letto con noi c'era Mahtab di fianco a me. Ci siamo stupiti perché non abbiamo mai condiviso lo stesso letto e ci siamo chiesti anche come e quando fosse venuta nel letto con noi. A quel punto, dandole degli schiaffetti sul viso e chiamandola per nome, abbiamo cercato di svegliarla ma non ci rispondeva. Le ho controllato anche il polso, e l'arteria del collo ma non ho sentito il battito e a quel punto ho capito che era morta". La versione di Rajeshwer Singh, assistito dai legali Manuel Sarno e Ilario Albertella, dura tre ore. Non ha parlato invece Gagandeep Kaur, muta accanto all'avvocato Nunzia Milite davanti al gip Chiara Valori durante l'interrogatorio di garanzia a San Vittore: le uniche parole se le era lasciate sfuggire sabato notte, accusando il fidanzato di aver strangolato Mahtab con una corda poi fatta sparire, ma a verbale davanti al pm Grazia Pradella aveva ritrattato: "Sono stata io, sono stata io, lui non è stato". I racconti non combaciano: Rajashwer e Gagandeep hanno infatti in poche ore reso almeno tre versioni dei fatti l'una diversa dall'altra, hanno tentato di depistare le ricerche della vittima, di tratteggiare il comportamento di Mahtab come una poco di buono. Il ragazzo era già pronto a lasciare il Paese. È stato infatti trovato in possesso di un biglietto aereo per l'India. Segno che forse qualcosa da cui scappare c'era. Senza contare che di fronte al corpo della coinquilina, hanno pensato di disfarsi del corpo anziché chiedere l'intervento dei sanitari che avrebbero potuto tentare di rianimarla o delle forze di polizia, dimostrano così una particolare freddezza. Ma presunto movente dell'omicidio rimane ancora poco chiaro. Si potrebbe pensare a un "presunto interesse sessuale-sentimentale della vittima nei confronti del Singh", ipotizza Valori. Quindi sarebbe stata la fidanzata gelosa ad aver architettato tutto. Nulla di certo ancora, sono tutte ipotesi che si inseguono ormai da parecchi giorni. Di sicuro c'è solo che Mahtab non stava bene in quella casa e anche lei aveva già deciso di scappare, di scappare da quei coinquilini con cui lei non stava più bene. Mahtab stava per cambiare casa, confidando a un'amica prima di morire: "Non sai come si è comportata con me la ragazza, una cosa inimmaginabile". Non ha fatto in tempo ad andarsene e questo le è stato fatale.  
autore / intelligo
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