A Milano la maglia nera per l’aria inquinata

05 giugno 2015, intelligo
A Milano la maglia nera per l’aria inquinata
Si muore anche per l’aria cattiva. Lo dice il ministero della Salute che ha reso noti i nuovi dati di mortalità collegabili all’inquinamento dell’aria in Italia. 

C’è un mix micidiale, fatto di biossido di azoto e ozono che inciderebbe per il 7 per cento sulla mortalità totale, con particolare concentrazione al Nord. Un dato che fa impressione: secondo lo studio del Ministero solo nella provincia di Milano sarebbero cinquemila i decessi riconducibili all’aria avvelenata. 

Fin qui la parte negativa. Il bicchiere mezzo pieno invece, sta nelle potenzialità di miglioramento previste da qui al 2020 con politiche adeguate e con il rispetto delle norme sull’inquinamento atmosferico. Certo il tutto dipende dalla volontà degli amministratori ma le potenzialità di “ripulire” l’aria che respiriamo nelle città è possibile. E non solo otterremmo il risultato di salvaguardare l’ambiente ma anche quello di salvare qualcosa come undicimila vite umane. 

Cosa serve? Provvedimenti netti e coraggiosi da parte degli amministratori che – indica lo studio – vanno dalla riduzione del traffico privato alla sostenibilità e l’efficienza dei trasporti pubblici, a regole più ferree sulla combustione di biomasse che sono fra i principali responsabili delle emissioni di polveri sottili. Altra indicazione, riguarda l’intensificazione di aree verdi nelle città: elemento indispensabile per attutire gli effetti dello smog sulla salute delle persone. 

Il progetto Viias, finanziato dal ministero della Salute che ha coinvolto il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio e numerose università e agenzie di protezione ambientali dice questo. Ma nella mappa delle zone più inquinate, salta all’occhio il divario tra Nord e Sud: se ad esempio gli effetti dell’aria avvelenata sono consistenti in Pianura Padana, con la Lombardia ‘maglia nera’ tra le Regioni, al Sud la situazione è decisamente migliore. Il rapporto mette in fila numeri e dati precisi. Il resto – e non è poco – spetta alla politica.

LuBi
autore / intelligo
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