Mondadori-Rcs: la Borsa sorride, la Cgil no. Le voci principali

05 ottobre 2015, intelligo
Mondadori-Rcs: la Borsa sorride, la Cgil no. Le voci principali
E’ cosa fatta. Rcs ha firmato il contratto per la cessione dell'intera partecipazione detenuta in Rcs Libri ad Arnoldo Mondadori Editore. Prezzo: 127,5 mln di euro. Il recinto dell’operazione – fa sapere una nota di Rcs – racchiude l’intera quota (pari al 99,99%) posseduta da Rcs in Rcs Libri, con le sottostanti partecipazioni (che al closing includeranno il 94,71% di Marsilio Editore), ad esclusione del 58% posseduto in Adelphi Edizioni, che verrà ceduta al socio Roberto Calasso. Rcs MediaGroup mantiene la titolarità del marchio Rizzoli per tutti gli utilizzi esclusa l'attività libraria.

LA STRATEGIA MONDADORI. Marina Berlusconi che del Gruppo Mondadori è presidente, la considera non solo un’operazione pianificata nelle strategie di crescita ma anche “un investimento sul futuro del nostro Paese e sulla qualità di questo futuro. Le dinamiche del settore spingono in tutto il mondo gli editori ad unire le forze”. E in questo senso l’operazione Mondadori-Rcs segna la nascita di un colosso editoriale. Il punto è sempre lo stesso: il mercato globale. Non a caso Marina Berlusconi sottolinea che unire le forze risulta ancora più necessario laddove “gli operatori hanno dimensioni molto più piccole rispetto a quelli degli altri principali Paesi”.

EFFETTO IN BORSA. Performance più che positiva per il titolo Rcs Mediagroup a Piazza Affari nel primo giorno di scambi dopo la cessione dell’intero pacchetto di Rcs Libri al Gruppo Mondadori. Nelle prime rilevazioni della giornata, alle 12,45, il titolo ha guadagnato il 5,04% a 0,88 euro. Anche Mondadori scambia col segno positivo: +3,49%. Ora sull’operazione è atteso il giudizio dell’Antitrust. 

NO DEI SINDACATI. I primi a storcere il naso sono gli esponenti del fronte sindacale. In particolare la Cgil che ora si appella proprio all’Antitrust. Massimo Cestaro, segretario generale della Slc Cgil, osserva che il gruppo Rcs “perde un fattore di qualità della sua missione riducendo il proprio perimetro; contestualmente, Mondadori assume una centralità che rasenta l'esclusività nel campo editoriale: una concentrazione che non può non essere attentamente valutata dall'Antitrust”. 

Una concentrazione che per l’esponente della Cgil rischia di “compromettere il ruolo delle piccole case editrici che nel sistema commerciale che si determinerà finiscono per essere espulse dal mercato con un evidente danno del pluralismo nel settore librario a scapito soprattutto degli scrittori più giovani”.

Insomma, le voci in campo non hanno tutte lo stesso suono. Anche se è musica per le orecchie di Piazza Affari. 

LuBi

autore / intelligo
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