Milano, Salvini attacca la moschea di via Jenner: "Va chiusa"

06 agosto 2015, Americo Mascarucci
Milano, Salvini attacca la moschea di via Jenner: 'Va chiusa'
La moschea di Via Jenner a Milano va chiusa, almeno secondo il leader della Lega Nord Matteo Salvini che punta il dito contro la Giunta Pisapia colpevole di aver autorizzato la realizzazione di altri luoghi di culto iaslamici. 

“Non è un problema religioso, nessuno ha problemi con l'ebraismo o con gli evangelisti. – attacca Salvini - In Tunisia chiudono ottanta moschee, invece noi ne apriamo due a Milano. In tutto il mondo si alzano i muri contro chi in nome della religione vuole uccidere gli infedeli, tranne che nel nostro Paese. La moschea di via Jenner va chiusa domani mattina, perché lì sono stati trovati dei terroristi. Costruire nuove moschee è una scelta politica della sinistra italiana". 

Salvini ritiene che “non si possono edificare luoghi di culto per Allah, nel momento in cui nel nome di Allah si uccide”. Una polemica che si trascina da anni soprattutto a Milano e che ha sempre visto in prima linea proprio la Lega Nord. La costruzione di moschee è stata poi uno dei maggiori terreni di scontro fra il Carroccio e l’arcivescovo emerito della Curia ambrosiana Dionigi Tettamanzi fautore invece dell’idea di “una moschea accanto ad ogni chiesa” con l’obiettivo di incentivare il dialogo e la convivenza fra diverse fedi. 

Oggi tuttavia la costruzione di nuove moschee è vista con maggiore timore rispetto al passato soprattutto dopo che si è scoperto che molti miliziani che sono andati in Siria a combattere con l’Isis erano in realtà immigrati che vivevano in Occidente e che hanno abbracciato il radicalismo proprio frequentando le moschee d’Europa. 

Naturalmente nessuno sta dicendo che tutte le moschee sono centri di addestramento del terrorismo, ci mancherebbe altro, ma certo fa riflettere il fatto che nei paesi islamici, vedi la Tunisia ma anche l’Egitto, non ci si fa alcuno scrupolo nel sopprimere i luoghi di culto musulmani considerati ritrovo dell’estremismo mentre in Occidente un provvedimento del genere sarebbe quasi impensabile. 

Salvini ha ricordato poi “l’esistenza di una legge regionale che pone dei vincoli amministrativi alla realizzazione dei luoghi di culto e che impone di seguire alcuni obblighi che il Comune di Milano ha ignorato. È una scelta politica, la scelta politica di una giunta che arriva a fine mandato senza aver combinato un accidente e vuole portare in dote ai milanesi due moschee. Non so se sia questa l'emergenza dei milanesi, anzi non lo penso proprio". 

Salvini ha poi aggiunto che non sempre le moschee consentono di tenere sotto controllo i fedeli, individuando eventuali estremisti. Anche le autorità islamiche moderate, per il leader del Carroccio non sono sempre tali. "Alla faccia della moderazione - ha osservato - le dichiarazioni di alcuni di questi così detti moderati farebbero rizzare i capelli a qualunque essere umano normale. Quindi io prima di sapere chi paga, chi prega, in che lingua e che cosa spiega, non do nessuna autorizzazione a nessuno".

A Milano dunque si respira già aria da campagna elettorale con la Lega Nord più che mai decisa a riconquistare la guida della città. Salvini ha fiutato da tempo il vento e sa perfettamente quali sono i temi da cavalcare per guadagnare il consenso dei milanesi. La moschea di Viale Jenner con le sue ambiguità offre senza dubbio al Carroccio un ottimo viatico sul tema della sicurezza. 

Anche se forse la prudenza in certi casi sarebbe più che mai opportuna, specie di fronte ad un Islam radicale che sta prendendo sempre più il sopravvento anche alla guida di diverse comunità islamiche italiane.
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