Ok alla riforma della Sanità, in Lombardia ora c'è il "modello Maroni"

06 agosto 2015, Andrea Barcariol
Ok alla riforma della Sanità, in Lombardia ora c'è il 'modello Maroni'
Alla fine ha vinto Maroni, nonostante l'ostruzionismo e la solita pioggia di emendamenti (21.000) delle opposizioni. Dopo cinque sedute, il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato nella notte la prima parte della riforma della Sanità con il voto favorevole del centrodestra e il no di Pd, Patto civico e M5S.

"Oggi si chiude la fase uno; da settembre saremo al lavoro per la fase due: il reddito d'autonomia. Con questa riforma miglioriamo i servizi e aumentiamo i controlli. Abbiamo sconfitto i gufi". - ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, visibilmente soddisfatto. Gufi che evidentemente vanno di moda in questo periodo, a loro aveva fatto riferimento anche il Premier Renzi, in un tweet, dopo l'approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione.

Tra i punti principali: la possibilità di istituire l'assessorato unico al Welfare
per unire le attuali deleghe a Salute e Famiglia; la riduzione da 16 Asl a 8; la rimodulazione progressiva del ticket in base al reddito (da ottobre riduzione del ticket per i redditi fino a 18mila euro e da gennaio ai redditi sotto i 30mila l'anno); norme più stringenti per la nomina dei manager sanitari che saranno scelti da una commissione in una short list tra i candidati (anche se il presidente della commissione potrà sempre selezionarne uno tra gli altri idonei)

Rimandati a settembre, alla riforma bis, diversi temi importanti come la prevenzione, i servizi funebri, la cura delle malattie rare e i servizi di salute mentale.
 



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