Addio Vendola, c'è Pisapia. "A sinistra del Pd ma dialoganti con Renzi": le condizioni

07 dicembre 2016 ore 13:20, Americo Mascarucci
"Questo è il momento della verità. Sono pronto a tornare in pista per raccogliere l'eredità del movimento arancione, a unire la sinistra fuori dal Pd ma che vuole ricreare un grande centro sinistra". 
L’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia torna in campo, candidandosi leader di una sinistra in cerca di identità e lanciando un ponte verso il Pd, soprattutto la minoranza Dem che subito dopo l’annuncio della vittoria del No al referendum ha suonato il de profundis al Partito della Nazione di renziana memoria in favore di un nuovo centrosinistra tutto da ricostruire. 
Pisapia pur militando nella sinistra si era espresso per il sì al referendum.
Ora sembra lanciare un assist al Pd per un nuovo centrosinistra di cui però intende delimitare i confini.
"Le elezioni sarebbero, per il Pd, il momento decisivo per le sue scelte – spiega Pisapia - Renzi dovrebbe scegliere se guardare a un'alleanza a sinistra, formando un centrosinistra, o un'alleanza con il Nuovo Centro Destra che trasformerebbe il Pd in un partito geneticamente modificato". 
Il messaggio è chiaro: si deve tornare al centrosinistra (Modello Ulivo? Modello Bersani? Modello centro-sinistra con il trattino? Senza trattino?) rottamando l’alleanza con gli ex berlusconiani, e dunque Angelino Alfano e Denis Verdini.
Addio Vendola, c'è Pisapia. 'A sinistra del Pd ma dialoganti con Renzi': le condizioni
Sono loro a detta di Pisapia i principali responsabili della fuga degli elettori di sinistra dal progetto originario del centrosinistra inteso come alleanza fra moderati e socialisti. 
"Voglio mettere dei paletti ben precisi – fa sapere Pisapia - nessuna alleanza con le forze di centro-destra o con quelle persone che non hanno la credibilità o l'affidabilità necessarie, anche se i loro voti oggi sono diventati indispensabili in Parlamento".

In pratica, è il ragionamento di Pisapia, se si tornerà presto alle urne i voti di Alfano e Verdini non saranno più indispensabili al Governo, quindi inutile insistere con un’alleanza che a sinistra è vista come il fumo negli occhi.
Pisapia individua anche il nome da dare ad una nuova possibile alleanza a sinistra.
"Potrebbe chiamarsi Campo Progressista - spiega - un'alleanza che riunisca le forze di sinistra in grado di assumersi una responsabilità di governo. Non per motivi di potere ma per fare le cose di sinistra. Intendiamoci: anche questo governo ha fatto cose di sinistra, penso alle unioni civili, ma ha dovuto fare anche altre cose che nascevano dalla necessità di arrivare a un compromesso con un partito di centro-destra. Questo non va piu' bene". 
Per Pisapia "vanno unite associazioni, liste, pezzi di Sel e di Sinistra Italiana".
Peccato che il progetto di Renzi sia diametralmente opposto, ma dopo il Referendum nulla potrebbe essere più come prima.

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