Albertini dichiara guerra agli sprechi e rilancia la sua ricetta per il Pirellone

07 febbraio 2013 ore 14:57, Lucia Bigozzi
Albertini dichiara guerra agli sprechi e rilancia la sua ricetta per il Pirellone
Dal “Pdl passato da Popolo della libertà a Partito della Lega”, passando per il giro di vite sui rimborsi elettorali ai partiti, per poi concentrarsi sulla partita per il Pirellone. Gabriele Albertini, candidato alla presidenza della Regione per il Movimento Lombardia Civica nella videochat del Corriere.it si confronta la gente.
IL NODO DEL DOPPIO INCARICO. Candidato governatore e capolista al Senato in Lombardia nella lista di Monti. Albertini spiega che l’offerta gli è arrivata dal premier e gli obiettivi in entrambi i casi “sono convergenti”. Del Prof. di Varese apprezza il modo in cui “è riuscito a intervenire sul Paese (un ferito che perde sangue) e deve salvargli la vita”. Poi aggiunge che il suo compito non può e non deve esaurirsi qui perché occorre un’altra legislatura. COLPO D’ACCETTA SUGLI SPRECHI. E’ una delle priorità del candidato presidente al Pirellone e il suo colpo di accetta lo concentra anzitutto sui rimborsi elettorali “che vanno ridotti di un quarto. Userei fondi come per deputati europei con tutti i giustificativi. Originariamente anche io ho votato l’esclusione del finanziamento pubblico ai partiti, ma nel momento in cui c’è bisogna farlo in maniera graduale, intanto si riduce a un quarto il rimborso e si controllano i costi”. IL DOSSIER SANITA’. Meritocrazia è la parola-chiave che Albertini usa per affrontare il capitolo della sanità lombarda. Il criterio per il candidato governatore deve essere quello col quale in un’azienda si selezionano i collaboratori. Il punto vero è che ad oggi c’è “troppa confusione tra competenza e appartenenza. Ma a un chirurgo si chiede di sapere operare, non a quale partito aderisce. Quindi occorre agire come in un’impresa. Scegliere in base alla competenza”. Magari, aggiunge Albertini, attraverso un organismo terzo individuato dalla Regione: in altre parole una commissione col compito di selezionare l’elenco dei candidati. Non solo: lotta senza quartiere alla corruzione. Albertini propone un albo dei lobbisti, così come accade al Parlamento europeo. LA RICETTA PER IL LAVORO. Favorire aggregazioni di imprese e start up di nuove iniziative, con un obiettivo dichiarato: “tornare al 3,5% di disoccupazione dal 7 di cui si parla in questa fase e dare incentivi fiscali e aiutare a usare i fondi europei”. Per il candidato governatore l’impegno prioritario non può non essere la modernizzazione del Paese e in questo contesto non c’è spazio per “la demagogia della destra della Lega e di chi non firma il referendum per tornare alla pensione retributiva” o di chi, come Vendola, dice no alla Tav, o ancora di chi “vuole tornare indietro alla rigidità che Monti ha parzialmente rimosso del sistema di lavoro. Gli accordi si fanno dopo aver presentato un progetto e su quella base. EMERGENZA PARCHEGGI. Albertini non usa giri di parole: “Non è encomiabile che la linea 5, nata con la nostra amministrazione, non preveda parcheggi come l’amministratore di condominio, e cioè io, aveva previsto. Il vero guaio dei parcheggi l’ha fatto la Moratti bloccando alcuni parcheggi già cominciati e anticipati dai cittadini”. Infine sui disagi per i pendolari aggiunge: “Trenord è una delle poche società in attivo che ha investito. La rete deve esserci, bisogna consentire di usare tutte le reti interconnesse anche tra pubblico e privato”. GIU' LE MANI DAL BUONO SCUOLA. Il buono scuola sarà mantenuto. Due i motivi: consente “la libertà di educazione e poi perché finanziando la domanda si può far sì che anche l’offerta pubblica favorisca la concorrenza di mercato”, argomenta Albertini che poi non si sottrae alla domanda sulla querelle aperta dalla candidata montiana Borletti Buitoni che ha aperto all’ipotesi di voto disgiunto a favore del candidato presidente sostenuto dal Pd, Ambrosoli. Albertini la definisce una posizione “sorprendente” e rimarca: “Mi sembra che Borletti stia scassando la barca su cui sta viaggiando. Se quello che facciamo ha un senso, ce l’ha se non siamo assimilabili né all’uno né all’altro. Il messaggio di Borletti invece cancella un’offerta politica, ma penso che il presidente Monti lo chiarirà”.
autore / Lucia Bigozzi
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