Immobiliare, compravendite in default: le richieste degli imprenditori al ministro Lupi

07 giugno 2013 ore 12:38, intelligo
Immobiliare, compravendite in default: le richieste degli imprenditori al ministro Lupi
di Liutprando. Si conclude oggi la fiera milanese dell’immobiliare Eire (expo Italia real estate), decisamente ridotta nelle dimensioni rispetto al periodo della “bolla immobiliare” del precedente decennio.
Il settore è uno dei più colpiti dalla stringente crisi economica che sta attanagliando sia la città sia il Paese, basti pensare che a Milano nel primo trimestre del 2013 si rileva un calo delle compravendite del 4.5% rispetto allo stesso periodo nel 2012 e che all’inizio dell’anno uno studio della Camera di Commercio segnalava che il valore degli immobili nuovi è calato, nei dodici mesi precedenti, del 5%, dato che peggiora nettamente per gli immobili usati arrivando anche a toccare meno 20%. Da uno studio commissionato da Tecnocasa basato sul numero di stipendi necessari ad acquistare un immobile in una grande città si evince che all’ombra della Madonnina l’anno scorso erano necessari 10.4 anni di retribuzioni per un impiegato mentre nel 2013 bastano 8.1 anni, sempre secondo l’ufficio studi del gruppo, le abitazione nuove nel centro del capoluogo hanno un prezzo tra 10.500 euro/mq e 8.500 euro/mq, nella cerchia dei bastioni si passa ai 7.700euro/mq e 4.400 euro/mq, circonvallazione 5.400 euro/mq e 3.000/mq in periferia invece i prezzi variano dai 3.400/mq e 2.100/mq. All’interno del salone, tra gli altri, erano presenti il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ed i principali operatori del settore immobiliare. Lupi si è detto disponibile ad ascoltare tutte le proposte del settore per una fiscalità agevolata e un reale sostegno a famiglie e imprese nell’accesso al credito. Parole accolte con soddisfazione dal presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Paolo Buzzetti, che ha sottolineato come la stretta del credito e il grande impatto, anche psicologico, dell’Imu siano stati tra i fattori determinanti del crollo del mercato immobiliare. Ma regole chiare, Imu rimodulata e un intervento per far ripartire il circuito dei mutui a favore delle fasce più deboli, ha affermato il presidente dell’Associazione nazionale costruttori, possono costituire stimoli fondamentali per la ripresa del mercato e per ridare agli italiani la possibilità di acquistare casa. Di parere diverso, invece, Antonio Intiglietta, patron della manifestazione:” Dobbiamo ripartire dall’ housing sociale, le case low cost per chi non ce la fa a comprare a prezzi di mercato”.”E poi servono certezze giuridiche per i proprietari - continua il presidente di Ge.Fi -. Chi affitta non può rimanere ostaggio di un inquilino moroso, tanto per fare un esempio. Ma una cosa è certa: se vogliamo uscire dalla crisi è dall’immobiliare che bisogna ripartire”. In conclusione, si può vedere il bicchiere mezzo pieno per chi vuole comprare, mezzo vuoto per chi vuole vendere ma purtroppo totalmente vuoto per le imprese di costruzioni. Se vogliamo uscire dalla crisi dobbiamo ripartire dal settore immobiliare.
autore / intelligo
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