Movida milanese, deregulation totale

07 luglio 2014 ore 17:48, Vanessa Dal Cero
Movida milanese, deregulation totale
Anche se il vero caldo tarda ancora ad arrivare, la movida a Milano si è già infiammata, tra mille polemiche. Residenti, gestori di locali e clienti, alla solita ricerca di un compromesso apparentemente impossibile.
Se il clima si sta surriscaldando, complice ne è la deregulation di fatto dei locali della notte, liberi tutti di aprire e chiudere a piacimento. E pensare che in molti Pisapia l’avevano votato sperando potesse migliorare il decoro urbano, anche notturno. L’unico divieto rimasto in piedi è quello di vendere bevande fuori dai locali: decisamente poco, perché il beverage, si sa, ce lo si porta da casa. Segno anche stavolta che la politica, senza un’azione culturale alla base, è quasi sempre inefficace. Ma l’allarme vero non è la movida in sé, ma l’aumento vertiginoso dell’utilizzo di sostanze stupefacenti e di abuso di alcol, soprattutto da parte di giovanissimi. Aumento confermato dalle forze di polizia. Un problema sociale di domanda ma anche di offerta, che dopo una cert’ora trasforma alcuni quartieri nel “paese dei balocchi”; all’iniziale divertimento subentra, presto, la tristezza. Per divertirsi di più e sballarsi di meno, un’idea può essere quella, già sperimentata, di promuovere nei grandi spazi all’aperto iniziative culturali anche la sera. Aspettare la politica, che si è autorimandata a dopo l’estate, quando verrà discusso il nuovo regolamento movida, potrebbe essere un’altra illusione.    
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