Milano centro giudiziario di gravità permanente per Silvio

07 maggio 2013 ore 13:28, intelligo
di Liutprando
Milano centro giudiziario di gravità permanente per Silvio
Doccia fredda per Silvio Berlusconi, i processi restano di competenza del Tribunale di Milano. Un breve dispositivo, e la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione chiude alla richiesta di «rimessione dei processi» per «legittimo sospetto» a Brescia, ritenendo, che le motivazioni addotte dalla difesa fossero esclusivamente «endo-processuali»: i legali del Cavaliere, Nicolò Ghedini e Piero Longo, sostenevano a metà marzo, la necessità dello spostamento di sede, in quanto ravvisavano situazioni ambientali, esterne, tali da turbare il sereno svolgimento dei dibattimenti.
Com’è noto, il 18 aprile la situazione era stata congelata dalla Cassazione, per dare tempo utile al leader del PDL per gli impegni legati all’elezione del Presidente della Repubblica e alla formazione del nuovo Governo. Oggi riparte il processo d’appello per la frode fiscale di Mediaset, il Cavaliere paventa ottimismo e commenta cautamente, al fine di non alimentare ulteriori polemiche: «Confido in una sentenza di piena assoluzione a meno che si voglia ancora una volta eliminarmi attraverso la via giudiziaria. Un tentativo che sta avvenendo da oltre 20 anni». Si direbbe una strategia volutamente “di basso profilo” che il Presidente ed il suo entourage hanno adottato confidando nella nuova situazione politica di larghe intese, con il preciso intento di “volare alto” e non mettere in difficoltà il governo su questioni private. Oggi nel frattempo l’ex premier, ha convocato a Palazzo Grazioli un vertice ristretto ai fedelissimi, per fare il punto della situazione, che rimane delicata. I rischi che si profilano sono, infatti, la conferma della condanna in primo grado: 4 anni (3 condonati) e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici che se confermati in cassazione scriverebbero la parola “fine” sulla vita politica di Silvio Berlusconi. Il prossimo appuntamento a lunedì 13 maggio con la requisitoria di Ilda Boccassini per prostituzione minorile e concussione del processo Ruby.
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