Maroni apre a Pisapia: modello Sicilia per la Padania

07 marzo 2013 ore 15:27, Marta Moriconi
Maroni apre a Pisapia: modello Sicilia per la Padania
I sindaci sono disperati senza patti con le Regioni. E così Bobo Maroni, il neo presidente della Regione Lombardia, lo sa e ha lanciato la palla a Pisapia.  Non vuole intoppi in questo momento e punta ad essere ricordato. 
Il dato a conoscenza di tutti gli amministratori è che per uscire dalla crisi finanziaria occorre l’intesa istituzionale per tracciare agli enti locali una strada percorribile. A far muovere Bobo verso una “santa” alleanza in nome dei cittadini ci sono i soliti problemi di liquidità che i primi cittadini lamentano. Già in Sicilia i sindaci riuniti con Crocetta  lanciarono l’allarme chiedendo al governo della Regione di creare un’unità di crisi per fare uscire, in tempi brevi, i comuni da questa situazione drammatica.  I tempi sono duri. Maroni li ha semplicemente  anticipati mostrando una certa apertura e lungimiranza mirata alla sua governabilità. Nessuno ce la fa più da solo e le porte vanno aperte. Così  Maroni ha «garantito al sindaco Pisapia, la leale collaborazione personale e della Regione e l'interesse comune di affrontare e risolvere i problemi». E la scelta di rivolgersi a Pisapia aprendo alla collaborazione ''è l'unica strada per tornare alla politica con la 'P' maiuscola, affrontare i problemi non dal punto di vista ideologico ma da quello della concretezza. Questa leale collaborazione è ciò che serve fra le istituzioni''. Morte la destra e la sinistra non esistono più ostacoli al dialogo.  «Oggi - ha ricordato Maroni- «abbiamo avuto uno scambio di opinioni su tanti temi e non appena ci sarà il mio insediamento ufficiale alla presidenza della Regione abbiamo concordato di fare un incontro sull'agenda delle cose che riguardano il Comune e la Regione, compreso l'Expo». La politica del 2000 si fa sulle agende e contro la crisi. E volendo essere spiccioli, fa comodo ad entrambi in questa fase di anti-politica. Pisapia ha colto la palla al balzo dichiarando che «la volontà comune è di dare un segnale al Paese che si può fare una buona politica all'interno delle istituzioni e al servizio della collettività». Ognuno farà la sua parte, indipendentemente dalle proprie posizioni politiche, perché questi non sono tempi per parlarsi addosso di destra, sinistra e leghismo.
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