Sms fatale, per la Cassazione è la "prova il tradimento". Cosa cambia

07 marzo 2017 ore 10:38, Andrea Barcariol
Un sms che rivela un tradimento può essere più che sufficiente a suffragare la richiesta di separazione con addebito a carico del coniuge. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte di Appello per una coppia milanese. La moglie aveva scoperto i messaggi sul cellulare del marito che ora dovrà pagare il mantenimento a lei e ai tre figli. La Cassazione ha giustificato "l'addebito per la violazione dell'obbligo di fedeltà, in ragione della scoperta, nel novembre 2007, di messaggi amorosi pervenuti sul cellulare" del marito e scoperti e letti "attentamente" dalla moglie. La scappatella costerà cara al marito che dovrà versarle duemila euro al mese di mantenimento, e tremila euro al mese per il mantenimento dei tre figli, oltre al pagamento totale delle spese straordinarie concordate tra le parti.

Sms fatale, per la Cassazione è la 'prova il tradimento'. Cosa cambia
La linea difensiva del marito si era basata sulla crisi che già da anni stava vivendo la coppia e il tradimento aveva soltanto "aggravato una crisi coniugale presente da tempo". La Cassazione però ha obiettato che nella coppia c'era già stata una "riconciliazione" nel 2002, anno del riavvicinamento e della nascita dell'ultima figlia, e che a far venire meno la ritrovata unità era stata proprio la "scoperta dell'infedeltà". 

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