Banda italo-romena clonava carte di credito in pizzeria: 12 arrestati

07 settembre 2016 ore 15:11, Luca Lippi
Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Monza nei confronti di dodici cittadini rumeni, appartenenti a un’associazione per delinquere, operante a livello transnazionale, finalizzata alla clonazione ed uso fraudolento di carte di credito, ma attiva anche nello sfruttamento della prostituzione. Un'organizzazione criminale con base in una pizzeria milanese, è stata sgominata dalla Polizia di Stato.
Sono 26 gli indagati, per dodici di loro il Gip di Monza ha disposto l’arresto. Le indagini sono state condotte in collaborazione con la polizia romena. 
I malviventi clonavano carte di credito in negozi a Milano e Monza, poi spedivano i “proventi” delle contraffazioni in Romania, per sostenere gli altri membri della banda. 
Gli investigatori milanesi e monzesi coordinati dalla polizia postale, hanno ricostruito l’organigramma del gruppo criminale e ne hanno messo in luce il modus operandi, scoprendo che si trattava di un’organizzazione strutturata secondo i più tradizionali modelli tipicamente mafiosi; per esempio, il capo era spesso chiamato “il padrino”. 
La banda era anche attiva nello sfruttamento della prostituzione e reclutava giovani donne rumene costrette a vendersi in Italia e a dividere con i criminali il guadagno giornaliero.
Nome dell’operazione: gli investigatori della Postale hanno dato all’operazione un nome in codice che significa “pizzino telematico” e che prende spunto dalla tecnica utilizzata dai criminali per comunicare tra di loro per non essere intercettati. 
Gli associati, infatti, si scambiavano i numeri delle carte di credito da clonare mostrandosi via webcam con un appunto scritto senza ulteriori commenti. 
Anche gli “affari illeciti” erano identificati con nomi in codice. Per esempio, i termini “salami” o “dolci” indicavano banconote false e il loro taglio, oppure sigarette di contrabbando; mentre “biscotti” erano i materiali necessari per la clonazione; infine, “valige” o “scopa” indicavano le ragazze del giro di prostituzione.

Banda italo-romena clonava carte di credito in pizzeria: 12 arrestati

L’organizzazione: un sistema strutturato che prevedeva la clonazione delle carte di pagamento emesse da banche delle Isole Cayman, Cina, Panama, Giappone, Svizzera, Olanda, Regno Unito, Francia, Perù, Usa, i cui proventi foraggiavano direttamente l’organizzazione criminale. 
Soldi che (secondo gli inquirenti) sarebbero in parte finiti anche nelle tasche di negozianti presumibilmente compiacenti di Milano e Monza, che si prestavano sia alla clonazione che all’utilizzo di carte contraffatte. 
La clonazione avveniva tramite il cosidetto skimming, mentre quella materiale veniva effettuata in una base “operativa” nel milanese, all’interno di una pizzeria. 
Nel corso delle perquisizioni è stata sequestrata tutta la strumentazione utilizzata dalla banda: microcamere, lettori di banda magnetica, computer, tablet, cellulari e migliaia di supporti magnetici pronti per la clonazione. 
In Romania sono stati sequestrati anche le case e le auto dei criminali.

autore / Luca Lippi
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