Tassisti italiani in allarme: torna Uber?

08 giugno 2015, intelligo
I tassisti forse hanno esultato troppo presto. 

Tassisti italiani in allarme: torna Uber?
"Dare un adeguato livello di regolazione alle emergenti formule del trasporto non di linea diverse dai servizi di taxi ed NCC basate su piattaforme tecnologiche che offrono servizi di intermediazione su richiesta e con finalità commerciale”. Lo scrive l’Autorità dei Trasporti in una segnalazione a Governo e Parlamento, proponendo di “introdurre obblighi specifici attinenti sia alle piattaforme, che ai requisiti del conducente, che alla qualità ed alla sicurezza del servizio”.

Chiaro il riferimento ad Uber, che aveva incassato una pesante sconfitta appena due settimane fa. 

L’atto, prosegue la nota, muove dall’offerta di una “pluralità di tipologie di servizi di autotrasporto di persone, oggi resa possibile dalla diffusione di tecnologie mobili competitive e dal cambiamento delle abitudini di consumo degli utenti da esse prodotto. La domanda di mobilità – specie per le fasce di reddito basse e per i giovani – si orienta verso sistemi basati sulla flessibilità e sulla condivisione di risorse, tipici della sharing economy”. 

L’Autorità si propone quindi di “far emergere questo mercato, affinché domanda e offerta di servizi possano incontrarsi in modo trasparente e nel rispetto delle regole applicabili all’attività economica d’impresa”.


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