Sala a Londra per medicinali e banche: a Milano le agenzie Ue liberate da Brexit

08 luglio 2016 ore 10:44, Luca Lippi
Appena insediato a Palazzo Marino Giuseppe Sala non vuole farsi sfuggire l’occasione per avviare un dossier per impostare una Milano finanziaria sul modello della City.
Volato a Londra insieme all’ambasciatore italiano  Pasquale Terracciano si è recato nella sede della European Banking Authority a Canary Wharf per discutere del futuro delle due importanti Agenzie dell'Unione Europea che attualmente hanno sede in Inghilterra, proponendo il capoluogo lombardo come prossima location, in vista del trasferimento post Brexit.
Confrontandosi col London Mayor, Sadiq Khan ha pianificato una sorta di passaggio di consegne nei ruoli di rappresentanza della Ue dopo che la Gran Bretagna ha deciso l’uscita dall’Unione. Dunque Sala vuole candidare Milano ad accogliere le istituzioni europee fino ad ora allocate nella City.

Sala a Londra per medicinali e banche: a Milano le agenzie Ue liberate da Brexit

Nei colloqui intercorsi, Giuseppe Sala rivendica la serietà delle sue proposte ipotizzando già i possibili scenari: perl'Agenzia Europea dei Medicinali egli suggerisce come nuova sede la location di Expo, che è stata ristrutturata per divenire un centro improntato allo sviluppo delle scienze della salute e delle tecnologie, che accolga le più brillanti menti scientifiche nostrane ed internazionali in una tax free zone, mentre per l'Autorità Bancaria Europea propenderebbe per una sede più vicina a Piazza Affari, estendendo tuttavia gli stessi sgravi fiscali di cui godrebbe l'Ema.
Riguardo gli obiettivi del suo mandato, Sala dice: “imparare dal successo di Londra per capitalizzare sul momento particolarmente positivo che vive Milano”, e infatti dall’agenda di Palazzo Marino si legge tutta una serie di appuntamenti e di incontri ufficiali tutti tesi a raccogliere l’eredità della City uscente dal ruolo fino al 23 giugno scorso detenuto.
Prosegue Sala riguardo l’interesse alla European Banking Authority e Ema: “Ci attiveremo su entrambe per poterle avere a Milano e i tempi potrebbero persino essere più veloci del previsto”.
Vittorio Pignatti, CEO di Trilantic Capital Partners Europe, che ha preso parte all'adunata organizzata con il sindaco di Milano, ha affermato a questo proposito che il private equity "può guardare aMilano con interesse", e che "a Londra ci sono già una cinquantina di fondi che operano anche sull'Italia".
autore / Luca Lippi
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