Effetto Expo: ora la Lombardia dice addio all'amianto

08 maggio 2015, Vanessa Dal Cero
Effetto Expo: ora la Lombardia dice addio all'amianto
L’effetto EXPO è trascinante; se oggi Milano è diventata la vetrina più importante sull’alimentazione e nutrizione mondiale, anche obiettivi come la tutela dell’ambiente e della salute acquistano sempre più rilevanza e attenzione pubblica. 

Così ieri, a Palazzo Lombardia, è stata l’occasione per presentare i risultati dell’ultima campagna di aggiornamento della mappatura delle coperture di cemento-amianto in Lombardia effettuati dall’ARPA. Il passo compiuto nel percorso verso la completa eliminazione dell'amianto in Lombardia è davvero significativo: dal 2007 al 2012 è stata, infatti, calcolata una riduzione del 27% di metri cubi di coperture di cemento-amianto grazie alla demolizione di edifici e rimozione di tetti, oltre alla riqualificazione energetica con pannelli solari. 

L’utilizzo di materiali contenenti amianto è vietata a partire dal 1994. Fino a quella data, però, l'amianto è stato ampiamente utilizzato nell'edilizia sia all'interno degli edifici, per la realizzazione di impianti e rivestimenti isolanti, sia nelle coperture dei tetti in cemento-amianto, la cui rilevazione rappresenta il presupposto indispensabile per la successiva rimozione. Ora, grazie alle nuove tecnologie di mappatura, è stato possibile fornire un dato importante rispetto al trend di riduzione che si è verificato nel corso anni. 

Nello specifico, il nuovo studio presentato da ARPA rappresenta una “doppia fotografia”, come spiegato dal presidente dell’Agenzia Bruno Simini, frutto del confronto tra le immagini acquisite attraverso la tecnologia dello scanner iperspettrale nel 2007 con le immagini fotografiche aeree aggiornate al 2012 fornite dall’Agenzia governativa per le erogazioni in agricoltura. 

Tutti i dati inerenti le campagne di mappatura delle coperture di cemento-amianto sono stati resi pubblici online sul sito di Arpa Lombardia e sono quindi a disposizione di Amministrazioni e cittadini interessati. Una novità, come ricordato dall'assessore regionale all'Ambiente Claudia Maria Terzi, che porta la Lombardia all'avanguardia europea come esempio di open data.
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