Milano, si laurea senza diploma: perché il titolo è valido

08 settembre 2016 ore 12:08, Luca Lippi
Il fatto: neolaureato in giurisprudenza alla statale nel 2013, si vede annullare interamente il percorso di studi e anche il titolo finale dopo dieci mesi dalla discussione della laurea. 
Nella sostanza l’università analizzando la documentazione dell’ex studente aveva rilevato che il suo diploma era stato rilasciato una scuola che rilasciava titoli falsi (ma lui non lo sapeva). 
Fortunatamente il Consiglio di Stato ha riconosciuto la validità del titolo di laurea conseguito.
La vicenda è stata al centro di una battaglia legale durata un paio d’anni, fino a che il Consiglio di Stato ha stabilito che non fosse corretto accanirsi sul ragazzo e annullare a posteriori la sua intera carriera universitaria, considerati i sette anni di studio e fatica e "l’incidenza sulla sua situazione di vita, personale e professionale". 

Il percorso di studi: la travagliata storia di questo dottore in giurisprudenza inizia nel 2005, lontano da Milano, in un’aula del "liceo" Giacomo Leopardi di Torre del Greco; conseguito il diploma con la votazione di di 80/100 il giovane protagonista della vicenda parte per Milano, dove si immatricola alla Statale. 

Milano, si laurea senza diploma: perché il titolo è valido

Il percorso di studi non è spedito, impiega diversi anni prima di completare tutto il percorso e discutere la tesi di laurea il 19 marzo 2013. 
Il passo immediatamente successivo è quello di mettersi alla ricerca di un lavoro, ma la ricerca è stata bruscamente interrotta da una lettera ricevuta a gennaio 2014, mittente l’Università statale di Milano nella quale si legge che si era dovuto procedere all’annullamento della sua intera carriera universitaria. 
I motivi, seppure non nella responsabilità del neolaureato (ma neanche dell’Università) sono racchiusi in un passaggio che configura il dramma ma nello stesso tempo fa emergere i danni di una vera e propria truffa che fa male alla buna fede delle persone oltre che alle Istituzioni.
Lo studente aveva presentato, tra gli altri documenti, un’autocertificazione in cui attestava di essersi diplomato a Torre del Greco. 
Nei mesi seguenti, la segreteria della Statale ha cercato di chiedere il diploma originale, e si è anche rivolta al ministero dell’Istruzione, per arrivare a scoprire, alla fine, che in realtà la scuola "Giacomo Leopardi" di Torre del Greco non esiste. Senza diploma, non si può conseguire una laurea!

Perché non c’è responsabilità da parte dello studente?
La vicenda si intreccia con un’inchiesta giudiziaria. Dopo che lo studente si diplomò la Procura di Torre Annunziata aprì un’inchiesta che si chiuse nel 2007 con una decina di arresti. 
Le cronache dei giornali locali, all’epoca, la raccontarono così: “Due pregiudicati per reati finanziari hanno costruito un sistema scolastico ‘parallelo’ (tre gli istituti per la preparazione agli esami tra Torre del Greco e Pomigliano d’Arco implicati) che ha sfornato titoli di studio completamenti falsi, diplomi e lauree. Scuole non parificate, né in alcun modo riconosciute, che incassavano rette per seguire i corsi e poi presentavano una sorta di tariffario a conguaglio di 4 mila euro per un diploma e 10 mila per una laurea”. 
Il neolaureato in giurisprudenza ha dovuto immediatamente entrare nel ruolo per il quale ha studiato, affrontando la sua battaglia legale, assistito adeguatamente,  s’è fondata tutta su una tesi semplice: “D’accordo, il diploma è nullo. Ma all’epoca sono stato truffato”.

la conclusione della vicenda?
A febbraio 2015 il Tribunale amministrativo di Milano si allinea alla tesi sostenuta dall’Università di Milano, e cioè che se l’autocertificazione è falsa, l’unico dato che conta è proprio la “non veridicità, rispetto alla quale il complesso delle giustificazioni è irrilevante”, di conseguenza il titolo è nullo. 
Il Consiglio di Stato  invece ha ribaltato la sentenza semplicemente modificando l’angolo di visuale della questione, quindi non cambiando nulla degli elementi agli atti. 
In sostanza ha ritenuto che il ragazzo sia stato vittima di truffa, pur se la sua autocertificazione si fonda su una palese falsità, lui ha comunque agito in buona fede. Era “inconsapevole” e per questo, in ultima analisi, “incolpevole”. Così, considerando anche gli effetti umani che la cancellazione della carriera universitaria alla Statale avrebbe provocato, i giudici gli hanno restituito la laurea: dottore, pur senza diploma.

autore / Luca Lippi
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