Monsignor Claudio Dolcini come don Matteo

09 dicembre 2013 ore 13:21, intelligo
di Micaela Del Monte.
Monsignor Claudio Dolcini come don Matteo
Il parroco di Sotto il Monte, il paese della bergamasca dove nacque il 25 novembre 1881 il futuro papa Giovanni XXIII, Angelo Roncalli, ha scoperto un ammanco da un milione di euro nelle offerte e al termine dell'indagine svolta in prima persona è finito sotto accusa un collaboratore parrocchiale impegnato nella gestione degli affari economici.
Quello che ha fatto monsignor Dolcini è degno di un grande detective. Nel settembre del 2011, quando diventa parroco, trova una situazione debitoria, così con l'intenzione di rientrare dei soldi mancanti si è accorto che in realtà i soldi venivano sottratti dalle offerte delle candele. Per prima ha scoperto che le candele della messa serale della domenica erano parecchie, ma invece il lunedì mattina le offerte erano poche. Così il sacerdote ha deciso di piazzare alcune "banconote civetta" nella cassetta delle offerte delle candele: soldi che vengono dotato di un piccolo segno di riconoscimento ma che il lunedì mattina, però, erano spariti. Ecco quindi che il sospetto dà via all'indagine: dopo aver installato una telecamera nei pressi della cassettina delle offerte e un monitor nel campanile il sacrestano ha chiuso la chiesa e si è allontanato. Poco dopo un uomo è entrato nella chiesa, aprendo regolarmente la chiesa con le chiavi, ed ha cominciato ad armeggiare proprio con la cassetta delle offerte. Nel frattempo monsignor Claudio stava controllando tutto dal monitor nel campanile e dopo essere uscito allo scoperto ha chiesto spiegazioni al collaboratore che operava per la parrocchia da oltre dieci anni. L'uomo ancora non è stato denunciato, ma l'accusa sarebbe quella di appropriazione indebita.    
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