Morto Missoni: dalla corsa all’arrivo in pole anche nella moda. Quando le risorse interiori fanno la differenza

09 maggio 2013 ore 14:50, Marta Moriconi
Morto Missoni: dalla corsa all’arrivo in pole anche nella moda. Quando le risorse interiori fanno la differenza
Ottavio Missoni incarnava il meglio l’immagine il self made man. Ma non è stato un grande sogno americano, lui i suoi successi li ha ottenuti in Italia, di cui era simbolo e che rappresentava nel mondo
. E’ morto oggi nella sua casa nel varesotto attorniato dai suoi cari meno uno: quel figlio scomparso il 4 gennaio a Los Roques. Si è spento così, con questo dolore nel cuore, che ha ceduto lentamente anche per vecchiaia. E’ morto sportivo dentro, tanto che ieri aveva voluto vedere in televisione un incontro di tennis. Infatti prima che grande stilista è stato un grande atleta. In carriera ha conquistato otto titoli nazionali per l'atletica leggera. Ha vissuto la guerra e ha sempre combattuto, prima in trincea, poi sulla passerella. Nell'immaginario collettivo rappresenta chi  vuole fare qualcosa e riesce.  Senza bisogno di emigrare anche se il proprio Paese lo ha conosciuto in crisi, in guerra e nel dopoguerra. Lui è la prova che con il duro lavoro e la perseveranza dei risultati si ottengono. Certo, non tutti saliranno sul podio come ha fatto lui anche da atleta apprezzato. E il successo è una conquista. L’importante è non smettere di correre. Con questo spirito aprì una maglieria in un sottoscala di Gallarate. La storia cambia, cambia lo scenario, forse anche le modalità del lavoro, ma lui dimostra che sono le risorse interiori  che fanno la differenza.
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