Fassina anti-Renzi: col M5S a Roma e a Milano non gli piace Sala

09 novembre 2015 ore 13:50, Americo Mascarucci
Fassina anti-Renzi: col M5S a Roma e a Milano non gli piace Sala
Stefano Fassina dunque a 360 gradi contro Matteo Renzi.

E' lui, l'attuale Premier, il nuovo Berlusconi per la sinistra italiana, pronta a sbarrargli la strada ovunque.
E così, se a Roma addirittura Fassina lancia l'idea di un appoggio ad un candidato sindaco del Movimento 5Stelle, a Milano di appoggiare la sempre più probabile candidatura dell'ex commissario dell'Expo Giuseppe Sala non se ne parla minimamente, come spiegato nell'intervista ad Intelligonews. 

"Col Pd di Renzi siamo alternativi - ha spiegato -  ma non perché ci sta antipatico Renzi, con loro c'è un confronto ma c'è anche una competizione. E non precludo neanche la possibilità di sostenere un candidato del Movimento 5stelle se sul piano programmatico è più compatibile con la nostra idea di sviluppo di una città. Vogliamo stare sui programmi".

Come dire: meglio Grillo di Renzi, e la cosa non dovrebbe stupire più di tanto se si considera che proprio Fassina all'indomani delle elezioni politiche del 2013 fu il più convinto sostenitore di un governo Bersani sostenuto dai 5Stelle, prospettiva questa miseramente naufragata di fronte all'opposizione dell'ex comico e di Casaleggio. 
A Roma però secondo i sondaggi, proprio i pentastellati sembrerebbero allo stato attuale i grandi favoriti dei pronostici, di fronte ad un Pd fiaccato dal fallimento politico e amministrativo della giunta Marino e ad un centrodestra diviso al proprio interno fra chi promuove un'alleanza civica intorno al nome di Alfio Marchini, e chi invece vuole la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

A Milano invece, dove una possibile candidatura di Giuseppe Sala potrebbe salvare il Pd da una temutissima sconfitta, Fassina si dice indisponibile a convergere sul nome dell'ex commissario dell'Expo considerato espressione più autentica del renzismo e dunque in discontinuità con l'esperienza amministrativa di Giuliano Pisapia.

Insomma, la sinistra appena nata sembra aver chiaramente individuato in Matteo Renzi il nemico da battere, proprio come in passato lo aveva identificato in Silvio Berlusconi. 

Un nemico da battere a qualunque costo anche sostenendo elettoralmente i 5stelle che, pur essendo per molti versi vicini alla sinistra italiana, hanno fino ad oggi accuratamente evitato di farsi ingabbiare nelle logiche di schieramento.

Chissà che proprio a Roma alle prossime elezioni amministrative non vada in scena il laboratorio di una nuova e ripetibile esperienza politica? Il tentativo cioè di inglobare il grillismo facendone una costola della sinistra e sfruttandone appieno il consenso politico?

Di certo un'eventuale alleanza fra la neonata sinistra e i 5stelle potrebbe rivelarsi appetibile anche per quegli elettori del Pd che non hanno gradito il benservito che Renzi ha dato a Marino e che, come Fassina, preferirebbero consegnare il Campidoglio a Grillo piuttosto che all'inquilino di Palazzo Chigi.

Diverso invece il discorso su Milano dove, sbarrare la strada a Sala, significherebbe restituire il Comune alla Lega e a Berlusconi. 
Roba da sindrome di Stoccolma. 


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