Mattarella sferza il Parlamento: si approvi presto una nuova legge elettorale

27 aprile 2017 ore 9:35, Eleonora Baldo
Non ha usato troppi giri di parole, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante il colloquio con i Presidenti di Camera e Senato - Laura Boldrini e Pietro Grasso - nel rendere noto il proprio disappunto e, al contempo per sollecitare il Parlamento ad intervenire, in merito alle questioni concernenti il "compimento di due importanti adempimenti istituzionali: la nuova normativa elettorale per il Senato e per la Camera e l'elezione di un giudice della Corte costituzionale”. 
Una dura sferzata da parte del Capo dello Stato ai due rami del Parlamento che sembra aver sortito, al di là delle diverse reazioni, i primi desiderati effetti: secondo voci insistenti, pare infatti, che la discussione in merito alla nuova legge elettorale sia stata messa in agenda per l’ultima settimana di maggio, precisamente lunedì 29, come richiesto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. 
Mattarella sferza il Parlamento: si approvi presto una nuova legge elettorale
Ma a tener banco in queste ore, più che i contenuti, sono le disparate reazioni del mondo politico che da destra a sinistra, passando per il centro, si accomunano per i tentativi di discolpa a proprio carico e, parallelamente, di addossamento a terzi della colpa di inadempienza. Da un lato, i deputati Pd - con Ettore Rosato e Luigi Zanda, rispettivamente capogruppo alla Camera e al Senato - concordano con il Capo dello Stato nel ritenere urgente la discussione della legge elettorale per una sua riformulazione, tanto che stando alle parole di Rosato “in capigruppo chiederemo la calendarizzazione di entrambe le questioni”. I punti focali attorno i quali definire la nuova legge sarebbero due per il Partito Democratico, come precisa Zanda: "collegi uninominali e un ragionevole premio di maggioranza”, definiti dallo stesso “buone basi per andare avanti verso una approvazione di una nuova legge elettorale”. 
Anche Forza Italia ha voluto dire la sua sulla questione, con le parole, postate sul proprio profilo Facebook dell’ex Ministro Renato Brunetta, ora capogruppo del partito di Berlusconi alla Camera: “Bene il monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla legge elettorale - ha dichiarato - Ma più che al Parlamento, il capo dello Stato si rivolga al Partito democratico e al suo segretario in pectore, Matteo Renzi, che da mesi bloccano i lavori della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio in attesa che vengano celebrati prima il congresso e poi le primarie dem” rilanciando la palla, a sua volta, al Partito Democratico, e individuando nella figura di Matteo Renzi, ex Presidente del Consiglio, ora Segretario del Pd, le principali responsabilità sulla mancanza di una legge elettorale di cui si discute da mesi, anni, e in merito ai cui contenuti i partiti politici seduti tra i banchi dell’organo legislativo sembrano non riuscire a trovare una sintesi adeguata a conciliare le diverse posizioni politiche. Che sia questa la volta buona? Per citare una celebre frase del Manzoni,“ai posteri l’ardua sentenza”. 
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