Cannabis Day, Capriccioli (Radicali): "Bene Milano, ora pronti a dare semi in tutta Italia"

20 aprile 2017 ore 17:20, Andrea De Angelis
Cannabis Day, oggi giovedì 20 aprile a Milano. Un evento sostenuto soprattutto dai Radicali Italiani, che guidati da Marco Cappato hanno seminato cannabis in piazza Duca d'Aosta a Milano, fra la stazione Centrale e la sede del Consiglio regionale della Lombardia, in occasione dei quella che è la Giornata mondiale della Cannabis. Al termine, Cappato è stato identificato dalla Polizia che ha sequestrato alcuni dei semi distribuiti ai passanti. Lo stesso ha spiegato ai giornalisti la campagna di legalizzazione della cannabis sostenuta dai Radicali, affermando che siamo "nelle ultime settimane utili perché il Parlamento riprenda la discussione della legge sulla cannabis, altrimenti dovremo attendere altri due o tre anni per farlo", essendo vicina la fine della legislatura. IntelligoNews ne ha parlato con Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma...

Per sponsorizzare una proposta di legge non si finisce per violare la legge stessa? 
"Non ero a Milano". 

Cappato è stato identificato dalla Polizia per i semi distribuiti ai passanti e seminati in piazza a Milano. 
"Diciamo che i semi di cannabis non sono illegali, lo è naturalmente piantarli e coltivarli. Questo credo che risulti anche a voi". 

Di fatto si è seminato ciò che non si può seminare, allora cos'è? Disobbedienza civile?
"Distribuire semi di cannabis non è disobbedienza civile perché la cessione è legale. Inoltre piantarli e quindi far crescere le piante, nella misura in cui viene fatta autodenunciandosi, per noi va bene. I radicali hanno esperienza di disobbedienza civile su temi anche più importanti, ricorderanno tutti l'aborto e adesso le iniziative di Cappato sull'eutanasia. Accompagnare un malato all'estero può configurare assistenza al suicidio? Semmai si viola una legge che si ritiene ingiusta, naturalmente noi poi non chiediamo di non subirne le conseguenze. Diciamo che la disobbedienza civile va bene nella misura in cui viene fatta bene...".

Cannabis Day, Capriccioli (Radicali): 'Bene Milano, ora pronti a dare semi in tutta Italia'
Immagina altre manifestazioni pro cannabis anche nella sua città, a Roma, laddove vi fosse il timore di non arrivare alla legge in questa legislatura?
"Io credo proprio di sì, siamo pronti a fare iniziative non solo a Milano e Roma, ma in tutta Italia. Questa è una di quelle questioni che andrebbe affrontata, siamo dinanzi a una situazione che è largamente praticata dalla popolazione. Non dico dalla maggioranza, ma da una quota consistente. Questo comporta il fatto che i consumatori di cannabis oggi siano costretti di fatto all'illegalità e tutti sappiamo quanti ragazzi sono in carcere solo per la detenzione o il piccolo spaccio, anch'esso figlio del proibizionismo. Si riempiono le carceri di persone che non sono criminali". 

Le cito un magistrato autorevole come Gratteri, il quale si è fortemente espresso contro la legalizzazione dicendo che questa non è la soluzione. Come gli risponde?
"Sugli effetti nocivi della cannabis c'è un grande dibattito e almeno per come la vediamo noi in larga misura è pilotato. Chiaramente l'abuso di cannabis è nocivo, ma anche l'abuso di caffè non fa bene alla salute. Al di là degli effetti conta il principio. Secondo alcuni lo Stato deve indirizzare il comportamento dei cittadini e quindi impedire la legalizzazione di ciò che è nocivo per la salute. E qua ci sarebbe da fare una lista infinita, pensiamo anche alle merendine con grassi idrogenati. Secondo altri, e qui siamo noi, lo Stato deve legalizzare i fenomeni che esistono. Altrimenti ci troveremmo davanti ad uno Stato che decide al posto dei cittadini ciò che è bene o male per l'individuo. Noi riteniamo che l'individuo debba scegliere per sé cosa è bene e male, senza che questo lo faccia rientrare in carcere". 

Lo Stato non può decidere che la cannabis fa male?
"Siccome lo Stato ha stabilito che la cannabis fa male, non procede alla legalizzazione. Con ciò non solo fa in modo che la cannabis continui secondo lui a far male, cosa che noi non riteniamo, ma anche che le persone che la consumano diventino dei criminali davanti alla legge". 

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