Legge elettorale e Mattarellum corretto, Malan (FI): "Temo asse Pd-M5S"

16 maggio 2017 ore 15:30, Americo Mascarucci
Sulla legge elettorale il Pd punta i piedi sul Mattarellum corretto, ossia un sistema che prevede il 50 per cento di collegi uninominali e l'altro 50 per cento di proporzionale con sbarramento al 5%. Rispetto alla precedente legge varata dall'attuale Capo dello Stato, viene aumentata la quota proporzionale che prima era soltanto del 25% a fronte di un 75% maggioritario. Una proposta frutto del ritrovato asse fra il segretario del Pd Matteo Renzi e il leader di Ala Denis Verdini con l'obiettivo di convincere Forza Italia ad aderire al modello, abbandonando l'idea del proporzionale puro. Proposta però che gli azzurri hanno già rispedito al mittente come confermato ad Intelligonews dal senatore Lucio Malan.

Il Pd punta i piedi sul Mattarellum corretto, o Verdinellum come lo ha ribattezzato qualcuno, con un notevole incremento della quota proporzionale. Ci sono le condizioni per una riproposizione del Patto del Nazareno?

"La cosa che ci stupisce di più sta nel fatto che alcuni importanti organi d'informazione cerchino di far passare l'idea che questo sistema elettorale proposto dal Pd sia il modello tedesco. Niente di più falso. Il sistema tedesco è proporzionale mentre questo sistema è fortemente maggioritario. Per questo noi diciamo no. Il Pd porta avanti questo progetto, ma poiché ha soltanto il sostegno di se stesso, la convinzione che molti di noi hanno è che Renzi in realtà non voglia una nuova legge elettorale. Del resto il loro schema lo conosciamo bene: dicono di voler dialogare, ma poi alla prova dei fatti o si fa come dicono loro oppure non si fa nulla. Spero che almeno stavolta la loro volontà di dialogo sia sincera. Ma non ci credo".
Legge elettorale e Mattarellum corretto, Malan (FI): 'Temo asse Pd-M5S'

Teme un asse Pd-M5S su questo sistema elettorale? In fondo ai grillini potrebbe tornare utile.

"Non lo escluderei. I 5Stelle hanno detto di non volere questa legge, ma poi bisognerà vedere se è vero. Troppe volte i grillini hanno cambiato idea, lo hanno fatto sull'Europa, sull'immigrazione, potrebbero farlo anche sulla legge elettorale, non ci sarebbe da stupirsi".

E la Lega? Salvini ha più volte sostenuto di essere d'accordo con il Mattarellum.

"Sarebbe un controsenso. La Lega dice di non voler fare il listone con noi e mi chiedo come faccia a schierarsi per un sistema che di fatto obbliga gli elettori leghisti a votare nei collegi uninominali un candidato di Forza Italia. Perché, se è vero che poi ci sarebbe il proporzionale, rimane il fatto che in un'ottica di coalizione nei collegi maggioritari o ci siamo noi o ci sono loro. Mi sembrerebbe una commistione molto più pesante di un listone dove comunque ci sarebbero candidati tanto di Forza Italia che della Lega. Va bene far sapere che si vogliono le elezioni a tutti i costi, ma un'analisi nel merito della proposta credo vada fatta". 

Si sta parlando in queste ore del possibile passo indietro del presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Andrea Mazziotti qualora il testo di legge proposto da lui in veste di relatore e basato sull'adozione dell'Italicum corretto dalla Consulta alla Camera e al Senato venisse bocciato. Come commenta?

"Non sono a conoscenza delle intenzioni di Mazziotti. Se lo facesse sarebbe un gesto clamoroso ma il solo fatto che se ne parli sta a dimostrare come il Pd con la sua presunzione di imporre leggi senza avere i numeri, produca danni".

Quindi come Forza Italia escludete convergenze su ipotesi maggioritarie?

"Berlusconi ha ribadito come in tempi di tripolarismo il proporzionale sia l'unico sistema in linea con la Costituzione che prevede il voto eguale, che diventa però meno eguale nel momento in cui il voto di qualcuno viene fatto valere di più rispetto ad altri con il ricorso ai premi di maggioranza. Poi certo bisogna garantire la governabilità e come ha sostenuto la Corte Costituzionale è anche possibile che ciò avvenga sacrificando in parte il voto eguale. Tuttavia in un sistema tripolare come quello che abbiamo oggi, un premio di maggioranza renderebbe più difficile governare. Si rischierebbe di avere maggioranze difformi fra Camera e Senato e di dare più peso in Parlamento ad una forza che poi non avrebbe nessuna intenzione di trovare le convergenze per dare un governo stabile al Paese. La cosa più logica sarebbe riconoscere ad ognuno il proprio peso senza alterare il voto con premi che nelle intenzioni di Renzi dovrebbero regalare la maggioranza al Pd non avendo neppure un terzo dei voti degli italiani. L'ex premier ci ha provato in tutti i modi, ci ha provato con il referendum, ci ha provato andando al Governo senza passare per il voto dei cittadini, ma questa non può certo diventare la regola". 





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