Bersani e D'Alema affossano Pd nei sondaggi: M5S col vento in poppa

20 aprile 2017 ore 15:29, Americo Mascarucci
I sondaggi non lascerebbero ombra di dubbio. Se si votasse oggi il Movimento 5Stelle sarebbe il primo partito italiano e supererebbe di almeno tre punti il Partito Democratico indebolito dalla scissione di Bersani e company. La perdita dell'ex minoranza Dem insomma potrebbe costare molto cara a Matteo Renzi che si avvia a riconquistare la segreteria del partito alle primarie del 30 aprile. Tuttavia dai sondaggi apparirebbe anche evidente come, con i sistemi elettorali attualmente in vigore, sarebbe pressoché impossibile avere una maggioranza omogenea nei due rami del Parlamento.
Bersani e D'Alema affossano Pd nei sondaggi: M5S col vento in poppa

I DATI -  Secondo i sondaggi di Index Research il Pd oggi guadagnerebbe circa il 25,3% contro un Movimento 5 Stelle accreditato intorno al 30%. Se si vanno ad analizzare i dati relativi a Sinistra Italiana (Fassina e company), data al 2,5%, e al Movimento Democratici e Progressisti (il nuovo partito di Bersani-D'Alema e Speranza) al 3,9%  è evidente come abbiano pesato e molto le scissioni, vecchie e nuove, nel Pd. Altro che "divorzio indolore"! Se l'obiettivo di Bersani e D'Alema era dimostrare a Renzi che senza di loro il Pd non avrebbe vinto, il gioco gli sarebbe a quanto pare ben riuscito.
Per quanto riguarda invece il centrodestra Forza Italia sarebbe al 12,8%, la Lega Nord al 12,7%, Fratelli d’Italia al 5%, Alternativa Popolare al 2,7%. E' evidente che il centrodestra per provare a vincere abbia bisogno della massima unità.
Stessi dati in linea di massima dal Barometro Politico di aprile dell’Istituto Demopolis. 
Anche qui Movimento 5Stelle è al 30% con il Pd però dato meno distante, circa al 27%. Ma anche in questo caso è evidente come i Democratici e Progressisti accreditati al 4,3% facciano forte la differenza. Per Dempolis Forza Italia sarebbe al 12,5%, e la Lega al 12,7% con Fratelli d’Italia al 4,9%. 
"Ciò che emerge con chiarezza dalle intenzioni di voto odierne – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – è che nessuna maggioranza sarebbe oggi possibile alla Camera e al Senato, a chiusura delle urne, con la legge elettorale in vigore: il Movimento 5 Stelle avrebbe a Montecitorio 195 seggi, il Partito Democratico con AP ne conquisterebbe 198; i tre partiti di Centro Destra, in totale, 194. Tre schieramenti di fatto al 30%, tutti decisamente distanti dalla soglia di 316 seggi richiesta per dar vita ad un Governo". 
Non sarebbe possibile nemmeno un governo di larga intesa fra Berlusconi e Renzi, perché Forza Italia, il Pd e i centristi non avrebbero comunque i numeri necessari per formare una maggioranza. Un bel rebus che sembrerebbe dimostrare l'urgenza di una nuova legge elettorale. Ma se ne riparlerà forse, soltanto dopo il 30 aprile.   

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