Sangue artificiale con mix di staminali e sostanze chimiche: quali usi

19 maggio 2017 ore 11:20, Americo Mascarucci
Il sangue artificiale, sempre meno utopia, sempre più realtà. Due team di studiosi della Cornell University di New York e dell'Harvard Medical School di Boston, grazie a ricerche indipendenti, hanno infatti creato per la prima volta in laboratorio cellule staminali ematopoietiche (CSE), ovvero le staminali dalle quali originano tutte le cellule del sangue, come globuli bianchi, globuli rossi e piastrine.  I due distinti studi sono infatti riusciti a ottenere un mix di staminali progenitrici capaci di formare i diversi tipi di cellule del sangue umano. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.
La scoperta potrà tornare utile per le trasfusioni ma anche per studiare leucemie e testare terapie per la lotta a determinati tipi di tumore
Sangue artificiale con mix di staminali e sostanze chimiche: quali usi

STAMINALI - Le cellule staminali sono cellule primitive, non specializzate, dotate della capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo attraverso un processo denominato differenziamento cellulare. Sono oggetto di studio da parte dei ricercatori per curare determinate malattie, sfruttando la loro duttilità. Le cellule staminali possono essere prelevate da diverse fonti come il cordone ombelicale, il sacco amniotico, il sangue, il midollo osseo, la placenta, i tessuti adiposi. La cellula staminale possiede le proprietà di poter entrare ed uscire dalla fase G0 del ciclo cellulare, tale proprietà assicura alle cellule di poter permanere in uno stato di quiescenza a tempo indeterminato e di mantenere il proprio stato indifferenziato. A seconda dei segnali ambientali che la cellula riceve essa potrà andare incontro ad una replicazione simmetrica, tipica dello stadio di sviluppo embrionale che aumenta il numero delle cellule staminali, o potrà andare incontro alla modalità di divisione non simmetrica, tipica della fase adulta, cioè produce due cellule figlie: una specializzata, che andrà incontro a differenziazione, l'altra staminale, cioè indifferenziata.
Questo tipo di divisione asimmetrica, nel tempo, garantisce la presenza di una cellula non-differenziata e quindi la possibilità di riparazione del tessuto a cui la cellula appartiene. Non tutti i tessuti hanno la capacità di auto-ripararsi o di auto-rinnovarsi: ciò dipende o dall'assenza, in quel tessuto, di cellule non-specializzate o di cellule labili. I tessuti a parziale capacità di rinnovamento sono caratterizzati dalla presenza di cellule dette stabili. Le cellule staminali si definiscono infatti labili quando sono sempre in attiva proliferazione (cheratinociti, cellule del midollo osseo e della mucosa digestiva), stabili quando operano seppure in maniera ridotta (ad esempio gli epatociti) e perenni quando cessano la loro attività di sostituzione/creazione di cellule (ad esempio cellule del sistema nervoso).

IL PRIMO STUDIOI ricercatori del Boston Children's Hospital hanno invece utilizzato come materia prima cellule staminali umane pluripotenti, capaci cioè di generare tutti i tipi di cellule presenti nell'organismo adulto. 
A contatto con un mix di sostanze chimiche, le cellule hanno dato origine a un tessuto embrionale che è stato poi riprogrammato geneticamente per produrre le staminali del sangue. Una volta trapiantato nei topi, il tessuto ha attecchito e ha cominciato a differenziarsi: a distanza di poche settimane, nell'organismo di alcuni topi circolavano cellule del sangue umane. Le stesse cellule sono state osservate nel midollo osseo.

IL SECONDO STUDIO -  "Questo è un passo avanti fondamentale che ci porta più vicini non solo a una cura per le malattie del sangue, ma anche a decifrare la complessa biologia delle cellule staminali e i loro processi di auto-rinnovamento", ha sottolineato il professor Shahin Rafii, direttore dell’Ansary Stem Cell Institute e autore principale dello studio condotto dall'ateneo di New York. L'altra ricerca, ha preso in esame le cellule adulte che rivestono la parete dei vasi sanguigni nei topi, poi riprogrammate geneticamente per acquisire le stesse proprietà delle staminali del sangue una volta poste nell'ambiente giusto per la maturazione.

#staminali #sangueartificiale #studi 

caricamento in corso...
caricamento in corso...