Oggi sentenza Yara, "come mia figlia": le dichiarazioni di Bossetti

17 luglio 2017 ore 10:43, intelligo
Processo d'Appello a Brescia: è il giorno della sentenza su Massimo Bossetti, che ha proceduto alle sue dichiarazioni spontanee. tutto l'intervento si è incentrato sul pensiero rivolto alla bambina, per cui lui è già stato condannato all'ergastolo. Yara Gambirasio "poteva essere mia figlia - ha dichiarato - la figlia di tutti noi , neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà".
E poi ha proseguito: "Se tenete alla vita di una persone non tralasciate nulla, la mia vita non è più vita. La mia vita è nelle vostre mani, voi potete trovare la verità, non posso marcire in carcere per un delitto che non ho commesso". 

La corte d'assise d'appello che dovranno emettere il verdetto giudicando Massimo Bossetti e quella notte. Lui continua a discolparsi a ogni occasione: "Io non confesserò mai un delitto che non ho fatto", dice ricordando come avrebbe potuto ottenere sconti di pena e "uscire ancora giovane dal carcere, godermi la mia famiglia, ma io devo uscire come una brava persona", dice. "Sono innocente, credetemi per favore", aggiunge. Il delitto della 13enne di Brembate "è opera di persone disturbate, schifose, sadiche. E stata seviziata con armi da punta e da taglio, solo un sadico può infierire così su una ragazzina. Nessuno ha chiesto la perizia psichiatrica per me perché altrimenti sarebbe emerso che sono una brava persona, non ho mai fatto male a nessuno. La violenza non fa per me, non è la mia indole, non sono un assassino, ficcatevelo in testa una volta per tutte".  E aggiunge: "Sono arrabbiato, deluso, stanco di sentire chi mi accusa ingiustamente". Ai giudici chiede di "scardinare ogni dubbio, non date per certo quello che è incerto. Ho fiducia nella giustizia e sono convinto che la verità verrà a galla per rispetto mio e di Yara". E poi di nuovo, come lungo tutto il processo ha insistito la difesa: "Quel Dna non mi appartiene. Non sono io l'assassino".

Bossetti ha anche chiesto scusa per "il comportamento scorretto" tenuto nella prima udienza quando era sbottato alle affermazioni del sostituto pg: "Pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali", ha detto. 
Ma ha attaccato duramente chi quel giorno lo andò a prelevare, per le modalità di esecuzione dell'arresto: "Sono stato trattato come un vero mostro» ha concluso Bossetti. Rivolgendosi alla Corte, ha detto che «l’arresto è stato eseguito con modalità scandalose. Che bisogno c’era di mandare un esercito e fare un circo mediatico per arrestare un lavoratore? C’era davvero bisogno di farmi inginocchiare? Perchè mi avete trattato così, umiliandomi davanti ai miei figli ed al mondo intero, calpestando la mia dignità? Invece avete preferito rovinarmi la vita, facendomi apparire un assassino. Un vero mostro. Mi sono sentito come una lepre spolpata viva".


#Bossetti #Yara #processo
autore / intelligo
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