Ferrara, antiquario sfrattato spara a moglie e figlio e dà fuoco a casa

05 agosto 2017 ore 12:33, Micaela Del Monte
Dopo lo sfratto la follia. Un antiquario di 77 anni è stato infatti trovato in strada fin di vita, con un colpo alla testa e una pistola in mano. Prima di tentare e il suicidio però l'uomo ha sparato alla moglie Mariella, 73 anni, e al figlio Giovanni, 48enne e ha dato fuoco all'abitazione, in pieno centro. L'antiquario con molta probabilità ha compiuto il folle gesto preoccupato dallo sfratto imminente.

Ferrara, antiquario sfrattato spara a moglie e figlio e dà fuoco a casa
LO SFRATTO 
In mattinata l'ufficiale giudiziario si era presentato proprio per valutare la situazione: avrebbe dovuto dare corso allo sfratto esecutivo dall'abitazione. Un mese fa era avvenuto il primo tentativo, sulla scia della richiesta di sgombero da parte dei nuovi proprietari della struttura, non eseguito perché la casa era piena di mobili e da svuotare.

FIAMME E SANGUE
La presto sono intervenuti i vigili del fuoco chiamati alle 6.30 per un incendio sviluppato al piano terra della palazzina. Spente le fiamme, i pompieri hanno rinvenuto nell'abitazione dell'antiquario, al primo piano, i corpi anneriti dal fumo dell'uomo e della donna con segni di colpi di arma da fuoco alla testa. Le salme successivamente sono state portate all'Ospedale di Cona per gli esami medico-legali. Sul posto sono stati trovati senza vita anche due gatti, i cui corpi sono stati presi in consegna dai volontari del gattile municipale. Una tragedia senza fine. Alle 7.30 la polizia era stata allertata, da un negoziante che aveva sentito esplodere un colpo, della presenza dell'antiquario. Il suo corpo è stato trovato riverso a terra sotto i portici in via Boccacanale di Santo Stefano, all'angolo con la sua abitazione.

Gestiva da oltre vent’anni il piccolo negozio di antiquariato nella piazzetta Bartolucci, anche se il terremoto del 2012 lo aveva costretto a una temporanea chiusura. Nei social viene ricordato come un signore e un negozio d'altri tempi. Anche il figlio dell’omicida-suicida, Giovanni, era conosciuto a Ferrara. Per anni aveva lavorato come proiezionista al cinema Alexander fino alla chiusura, avvenuta nel 2006. Gli uomini della squadra mobile, che sta svolgendo le indagini, stanno ascoltando i familiari, i vicini, i possibili testimoni che si trovavano nella zona e il legale che ha seguito la procedura di sfratto esecutivo della famiglia dall'abitazione e il rilascio dell'immobile fissato per oggi.
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