Stupri Rimini, "Voglio guardarli in faccia": la trans a Matrix coi suoi legali

13 settembre 2017 ore 10:02, Micaela Del Monte
Una ferocia assoluta, un accanimento spaventoso. Questi sono stati gli stupri di Rimini, momenti che la turista polacca e la transessuale peruviana non potranno mai dimenticare, e forse mai superare. A parlare di quegli attimi interminabili e dei risolti psicologici e non solo di quella vicenda è stata proprio una delle vittime del branco, la transessuale peruviana in una lunga intervista concessa in esclusiva a Matrix - il programma targato Videonews, condotto da Nicola Porro - andata in onda ieri sera alle 23.30 su Canale 5.

Stupri Rimini, 'Voglio guardarli in faccia': la trans a Matrix coi suoi legali
(ansa)
La testimonianza della donna, una delle vittime del gruppo di stupratori in azione a Rimini la notte tra il 25 e il 26 agosto, assistita dagli avvocati Enrico Graziosi e Stefania Urbinati, è stata fondamentale per gli inquirenti, soprattutto per tracciare l'identikit di Butungu, l'unico maggiorenne da lei subito indicato come il "leader del gruppo".. "Gli ho strappato apposta il cappellino e ho potuto vedere che era rasato completamente" ha raccontato la transessuale. 

"Al processo, sarò in aula - dice ancora la trans nell'intervista - Voglio guardarli in faccia tutti e quattro. Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare la polizia. Ora aspetto la sentenza e la pena più alta. Anche se mi dispiace per i ragazzini, perché sono stati manipolati dal più grande, dal congolese. Finiscono in cella così piccoli: che brutta modo per cominciare una vita".

"Penso che i genitori di questi ragazzini non sono di grande esempio - dice ancora la donna - cosa fa un ragazzino di 14 anni in giro fino alle cinque di mattina?". In merito all'allarme e allo scontro politico seguiti all'arresto dei quattro africani autori delle violenze, infine afferma: "Non possono prendersela con tutti gli stranieri".
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