Daniele Piombi è morto: addio al gentiluomo tv che voleva fare il giornalista

19 maggio 2017 ore 8:12, Andrea De Angelis
Daniele Piombi è morto all'età di 84 anni. L'Italia perde un altro pezzo della sua storia legata al piccolo schermo, un uomo capace di coniugare professionalità e gentilezza. Il garbo di Piombi, il cui nome ha attraversato più di una generazione, è conosciuto e riconosciuto da tutti. Era nato a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, il 14 luglio del 1933. Nove anni più giovane di Mike Bongiorno e Corrado, uno solo rispetto a Luciano Rispoli, tre anni più grande di Pippo Baudo. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel piccolo schermo. Seppur meno presente rispetto ai colleghi, infatti, il suo volto e il suo stile difficilmente avranno eredi.

Daniele Piombi è morto: addio al gentiluomo tv che voleva fare il giornalista
LA NOTIZIA 
A dare la notizia della scomparsa di uno dei volti storici della televisione italiana è stato uno strumento modernissimo quale Facebook. Ieri infatti, alla pagina dedicata a Daniele Piombi, si è letto: "Oggi, la televisione italiana ha perso uno dei suoi più grandi protagonisti". Sì, è proprio così. In due sole righe, nella brevità che è tipica dei social network, si è riusciti a dare la dimensione della perdita. Perché Daniele Piombi ha avuto tanti meriti (tra i quali, come vedremo tra un attimo, quello di istituire gli Oscar tv), ma soprattutto uno. Ha dimostrato che nella televisione fatta di velocità inumane, di parole da evitare, in un mezzo nato per educare e che oggi finisce soprattutto col distrarre, è possibile essere garbati. Pacati. In una parola si poteva essere ancora gentiluomini. 

GLI INIZI
Il 1933 non è stato un anno facile. In Germania il Parlamento dava pieni poteri ad Hitler, in Italia iniziava il dodicesimo anno dell'era fascista. Per gli Stati Uniti fu il peggior anno della Grande Depressione. Sempre nel 1933 proprio negli Usa venne brevettata la Radio Fm. Così il neonato Piombi avrebbe potuto dire di essere coetaneo di uno strumento che lo avrebbe visto protagonista nello Stivale. Eppure da giovane, già ai tempi dell'Università, Daniele aveva un sogno chiarissimo: diventare giornalista. Iniziò così a scrivere delle riviste, ma il destino lo portò ben presto nel mondo dello spettacolo. Il primo trampolino di lancio fu l'incontro con un impresario modenese che gli offrì di presentare una tournée dei sei cantanti in gara al Festival di Sanremo 1956. Da lì l'ascesa fu inarrestabile. 

IL SUCCESSO
Piombi ha esordito ventiduenne nel programma televisivo 'Viaggiare', trasmesso dalla Rai nel 1955, condotto in coppia con Renée Longarini. Il suo nome è legato in modo particolare alla musica italiana, essendo stato il conduttore di numerose manifestazioni canore del piccolo schermo: dal 'Cantagiro' a 'Un disco per l'estate', dal 'Festival di Napoli' a 'Piccola ribalta', trasmissione musicale della Rai di cui ha condotto sei edizioni. Esattamente cinquant'anni fa Daniele Piombi condusse il Festivalbar: correva il lontano 1967. Allora, seppur molto giovane, aveva già inventato da anni il premio più noto della televisione italiana che, forse, adesso prenderà il suo nome. 

GLI OSCAR TV
Nel 1960 Daniele Piombi ha inventato il premio Regia Televisiva, manifestazione che attribuisce i cosiddetti Oscar TV, l'equivalente televisivo del premio David di Donatello per il cinema e del premio Ubu per il teatro in Italia. Il ventisettenne Piombi ebbe la grande intuizione dell'importanza che la televisione stava acquisendo in quel periodo. Tornando a Reggio Emilia e parlando con l'amico Sandro Gasparini nacque l'idea di inviare un tagliando ai giornalisti che si occupavano di tv sui maggiori quotidiani e settimanali italiani. Si chiedeva quale fosse, a loro parere, la miglior regia televisiva dell'anno. La cerimonia di premiazione si svolse nel 1960 all'hotel Astoria, con il patrocinio dell'Ente per il turismo di Reggio Emilia. Alla cerimonia presero parte critici e registi del calibro di Antonello Falqui, Sandro Bolchi, Enzo Trapani, Romolo Siena e Gianmaria Tabarelli. La prima edizione ebbe grande successo, così come quella successiva. L'anno successivo la manifestazione si trasferì nella località turistica termale di Salsomaggiore Terme.

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