Bitcoin da record: volano a oltre 1.700 dollari, ma in Italia non sfondano

10 maggio 2017 ore 10:15, Andrea Barcariol
Se ne parla da anni, ma solo ora hanno preso il volo. I bitcoin hanno superato anche la soglia dei 1.700 dollari, crescendo del 43% in un mese. Stando a Coindesk la capitalizzazione del mercato di bitcoin ha guadagnato un miliardo di dollari nelle ultime ventiquattr'ore a 27,9 miliardi. Se venisse scambiata nei mercati valutari, il Bitcoin sarebbe la divisa con la migliore performance da inizio anno. Tra le ragioni a favore del boom c’è da considerare soprattutto il fatto che il Giappone ha legalizzato i pagamenti effettuati in criptovalute, un fatto che ha portato a maggiori acquisti di Bitcoin in yen. Secondo Chris Burniske, analista di Ark Invest: «Al rallentamento del tasso di espansione dell'offerta si abbina la crescente popolarità come mezzo di pagamento e accumulo di valore, quindi i prezzi devono salire per bilanciare le dinamiche di mercato».
Fra le notizie di segno opposto, però, c’è stato il “no” della Sec sull’apertura di Etf basati proprio sulla cryptocurrency più diffusa.


Bitcoin da record: volano a oltre 1.700 dollari, ma in Italia non sfondano
Decisiva la maggiore fiducia da parte degli investitori, anche se restano dubbi sul futuro della valuta. Nel frattempo la Banca d’Inghilterra (BoE) ha fatto sapere proprio oggi che si appresta ad approntare un piano di ampliamento dell’accesso al sistema interbancario dei pagamenti e che anche il bitcoin ne farà parte.
In Italia, pur essendo il primo Paese al mondo in cui una società immobiliare permette di comprare una casa in bitcoin, la criptovaluta deve ancora prendere il volo. Una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del settembre scorso ha reso possibile questo nuovo utilizzo, con il riconoscimento dei bitcoin come valuta straniera utilizzabile anche in un atto notarile.

IVA - Il boom dei bitcoin innesca una serie di interrogativi sul versante tributario per l’imprenditore che intende usarle nella propria impresa. Alcuni Paesi, tra i quali Stati Uniti, Canada, Francia, Regno Unito e Australia, hanno realizzato studi e riflessioni multidisciplinari sottolineandone l’utilità e la portata innovativa e le rispettive Autorità Tributarie hanno già dato indicazioni operative.
I Paesi membri hanno preso posizioni difformi per le transazioni con i bitcoin: alcune propendono per l’esenzione IVA (Spagna, Regno Unito, Belgio, Finlandia), altri per l’imponibilità (Estonia, Polonia); gli altri non hanno espresso alcuna posizione. La Svezia ha sollevato una questione pregiudiziale (caso C-264/14) se il cambio tra valuta a corso legale e bitcoin costituisca prestazione di servizi e se sia imponibile a IVA.






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