Enea: schizzano ecobonus. Pa blocca crescita, attivata task force

11 luglio 2017 ore 14:09, Giuseppe Tetto

L’Italia fa uno scatto in avanti sulla strada per l’efficienza energetica ma si muove ancora a due velocità fra il settore privato e la Pubblica amministrazione. È questo quello che emerge dal sesto rapporto annuale sull'efficienza energetica dell'Enea, presentato oggi a Roma.

Enea: schizzano ecobonus. Pa blocca crescita, attivata task force
ECOBONUS IN CRESCITA - Negli ultimi tre anni (2014-2016) gli ecobonus hanno attivato circa un milione di interventi per oltre 9,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,3 miliardi nel solo 2016. Una cifra che se sommata ai minori consumi, risulta che dal 2005 ad oggi sono stati risparmiati 3,5 miliardi di euro di importazioni di petrolio e gas. I risparmi nel triennio sono stati di circa 3.300 GWh/anno, poco più di 0,28 Mtep/anno. Nel 2016 in particolare, i risparmi hanno superato i 1.100 GWh/anno, soprattutto per la sostituzione di serramenti (oltre il 41%) e la coibentazione di solai e pareti (oltre il 26%), tipologie di interventi che, insieme alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio, hanno il miglior rapporto costo/efficacia.

Nell’ultimo anno poi risultano effettuate 15mila diagnosi energetiche di aziende, un record in Europa, e le richieste di incentivi sul “Conto Termico” per interventi di efficienza della Pa locale sono cresciute del 300%. "Il nostro Paese, nel suo complesso - ha spiegato il presidente Federico Testa - presenta un buon livello di efficienza energetica, soprattutto nel settore industriale, mentre per la Pubblica amministrazione è necessario un vero salto di qualità".

PA MAGLIA NERA - Per questo Testa ha annuncia la creazione di un'apposita task force operativa, “Pa-Obiettivo efficienza energetica” con il Gestore dei servizi energetici (Gse). Guardando i numeri del Pubblico infatti si vede come nel 2016 la bolletta energetica complessiva per elettricità, riscaldamento e trasporto è stata di oltre 3,3 miliardi di euro, di cui 117 milioni di euro spesi a livello centrale (35% per l'energia elettrica, 4% per il gas ed il 61% per carburanti e combustibili), 1,85 miliardi nelle amministrazioni periferiche, 220 milioni nelle Province che gestiscono gran parte dell’edilizia scolastica e 1,13 miliardi di euro nelle strutture sanitarie pubbliche.

Dal report emergono anche “criticità e ostacoli”, per esempio di "tipo economico-finanziario” nel settore pubblico, dove la scarsa conoscenza degli strumenti e delle opportunità ha influito negativamente sul fronte dell'efficienza energetica nel nostro Paese.

PATRIMONI EDILIZIO - Parlando di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, nel triennio in questione la quota principale delle detrazioni fiscali per la riqualificazione è stata pari a 4,36 miliardi di euro e ha riguardato la sostituzione di 1,9 milioni di serramenti, mentre 1,7 miliardi di euro sono stati destinati ad oltre 52 mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate. Il tutto ha influito positivamente sull’occupazione: nell'ultimo quadriennio 2013-2016 gli investimenti incentivati (sia per la riqualificazione energetica che per il recupero edilizio) hanno generato complessivamente circa 270 mila posti di lavoro diretti ogni anno, che arrivano a oltre 400 mila considerando anche l'indotto.

 Dal 2007 al 2016, grazie agli ecobonus sono stati effettuati circa 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti per circa 32 miliardi di euro di investimenti totali. 

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