Imu e Tasi fino al 16 giugno: pagamenti, esenzioni e bonus

12 giugno 2017 ore 15:50, Anna Lisa Renoldi
È arrivata la scadenza per il pagamento dell’Imu/Tasi dovuta per l’anno 2017. Entro venerdì prossimo (16 giugno), i contribuenti interessati sono tenuti al versamento della prima rata la quale deve essere calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate dai Comuni per l’anno precedente, ossia per il 2016. la seconda rata (saldo) entra in pagamento il 16 dicembre 2017. Il conto complessivo con la prima rata di giugno sarà di 10,1 miliardi di euro (20,2 miliardi di euro l'ammontare complessivo a fine 2017). Cifre contenute nel rapporto "Rapporto Imu/Tasi 2017" elaborato dal servizio politiche territoriali della Uil, che ricorda che sono oltre 25 milioni i proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale (il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati) che dovranno presentarsi alla “cassa” per l’acconto dell’Imu/Tasi.

Le modalità di versamento- è possibile utilizzare:
-il modello F24 “ordinario”: i dati relativi al versamento dell’Imu/Tasi devono essere evidenziati nella “Sezione Imu e altri tributi locali” con le consuete modalità.
In particolare, il versamento:
-deve essere effettuato con arrotondamento all’unità di euro;
-non deve essere effettuato se l’importo dovuto non supera i 12 euro; tale importo va riferito all’imposta dovuta per l’intera annualità. Tuttavia, i Comuni possono deliberare importi diversi ed è, quindi, possibile che sia richiesto anche il versamento di somme inferiori a detto limite.
-il modello F24 “semplificato”: I soggetti non titolari di partita Iva possono utilizzare anche il modello F24 “semplificato” ai fini del versamento in esame. Le modalità di compilazione di tale modello sono analoghe a quelle previste per il modello “ordinario”, unica differenza è l’indicazione del codice “EL” che individua l’Ente locale quale destinatario del versamento all’interno della sezione “Motivo del pagamento” (colonna “Sezione”).
-l’apposito bollettino postale: può essere presentato in forma cartacea ovvero utilizzando il canale telematico gestito da Poste Italiane Spa.
Imu e Tasi fino al 16 giugno: pagamenti, esenzioni e bonus
Al riguardo, il D.M. 23 novembre 2012, ai fini Imu, precisa che:
-i bollettini sono disponibili gratuitamente presso gli uffici postali;
-il bollettino postale riporta obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: 1008857615, valido indistintamente per tutti i Comuni. Su tale conto corrente non è ammessa l’effettuazione di versamenti tramite bonifico. Il conto corrente postale, ai fini del versamento, è obbligatoriamente intestato a “Pagamento Imu”.
-in caso di versamento tramite il servizio telematico, il contribuente riceve unitamente:
1      conferma dell’avvenuta operazione con le modalità previste dal servizio telematico;
2 l’immagine “virtuale” del bollettino ovvero una comunicazione in formato “testo” contenente tutti i dati identificativi del bollettino e del bollo virtuale di accettazione. L’immagine virtuale del bollettino o la comunicazione in formato testo costituisce la prova del pagamento e del giorno in cui esso è stato eseguito.
Allo stesso modo, il D.M. 23 maggio 2014, ai fini TASI, precisa che:
-il bollettino riporta obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: 1017381649, valido indistintamente per tutti i Comuni. Su tale conto corrente non è ammessa l’effettuazione di versamenti tramite bonifico. Il conto corrente postale, ai fini del versamento, è obbligatoriamente intestato a “Pagamento Tasi”.
-è possibile effettuare il versamento della Tasi tramite il servizio telematico gestito da Poste Italiane, con modalità analoghe a quelle su indicate per l’Imu.
Considerato che nel bollettino è possibile indicare un solo codice Comune, laddove il contribuente possieda più immobili:
-nel medesimo Comune, il versamento riferito a tutti gli immobili va effettuato con un solo bollettino (“il versamento li deve comprendere tutti”);
-in Comuni diversi, il versamento va effettuato distintamente per ogni Comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili.

Codici Tributo:
IMU
- per l’abitazione principale e relative pertinenze 3912;
- per i fabbricati rurali ad uso strumentale 3913; 
- per i terreni (Comune) 3914;
- per i terreni (Stato) 3915;
- per le aree fabbricabili (Comune) 3916;
- per le aree fabbricabili (Stato) 3917;
- per gli altri fabbricati (Comune) 3918;
- per gli altri fabbricati (Stato) 3919;
- per interessi da accertamento (Comune) 3923;
- per sanzioni da accertamento (Comune) 3924;
- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D (Stato) 3925;
- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D (incremento Comune) 3930.

TASI
- per l'abitazione principale e le relative pertinenze 3958;
- per gli immobili diversi dalle abitazioni principali 3961;
- per i fabbricati rurali ad uso strumentale 3959;
- per le aree edificabili 3960.

Il calcolo - La base imponibile (uguale per Imu e Tasi) si ottiene prendendo la rendita catastale dell’immobile (ad esempio 1.000) e rivalutandola del 5% (quindi 1.000 + [1.000 x 0,05] = 1.050); il risultato va moltiplicato per il relativo coefficiente, ad esempio 160 per le abitazioni e le relative pertinenze (perciò 1.050 x 160 = 168.000). 
La base imponibile va quindi moltiplicata per l’aliquota decisa dal Comune (diversa per Imu e Tasi) per il saldo dell’anno scorso (ad esempio il 2,5 per mille, perciò 168.000 x 0,0025 = 420). Infine, si sottrae l’eventuale detrazione (indicata nella delibera comunale), si divide per due e il risultato così ottenuto corrisponde all’acconto da versare.

Chi non paga - Niente Imu anche quest'anno per i proprietari di una prima casa che non sia di lusso ossia rientri nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Esenti gli immobili di proprietà di persone anziane o disabili, ricoverate in modo permanente in istituti, se la casa non è data in affitto. 

Immobili in comodato - Sconto del 50% della base imponibile, registrare il comodato e presentare la dichiarazione Imu. La legge di Stabilità 2016 consente, al proprietario di casa, di ottenere uno sconto del 50% su Imu e Tasi per l’immobile concesso in comodato gratuito a un figlio o ai genitori. La clausola taglia fuori tutte le case comprate in un’altra città, ad esempio in quella dove il figlio studia. I problemi si pongono poi in tutti quei piccoli comuni italiani tra loro limitrofi, dove è facile che il figlio abiti in un centro diverso da quello dei genitori anche se le due case sono a pochissimi chilometri l’una dall’altra.
Per ottenere il bonus fiscale è però necessario rispettare alcune condizioni e procedere a determinati adempimenti. 

Come ottenere il bonus fiscale - L’aliquota Imu da utilizzare è quella ordinaria, che può arrivare al 10,6 per mille. Ovviamente il Comune potrebbe decidere di agevolare con proprie risorse i comodati, portando l’aliquota al minimo del 4,6 per mille ed azzerando la Tasi, visto che ai Comuni è fatto divieto nel 2016 di aumentare le aliquote ma non di ridurle.
– il comodante, oltre alla casa data in comodato, può essere proprietario solo di un’altra abitazione, quella principale. Quindi, se il possessore/comodante possiede una casa di vacanza, ma anche lo 0,1% di un’altra abitazione in Italia, il comodato non opera. All’utilizzatore/comodatario invece non viene posta questa condizione e, pertanto, può possedere anche più di due abitazioni;
– il comodatario deve essere un parente in linea retta di primo grado del comodante: il che significa che l’immobile deve essere prestato alternativamente a uno o entrambi i genitori, oppure al figlio;
– il comodatario deve utilizzare l’immobile dato in comodato come propria abitazione principale.
– l’abitazione principale del comodante deve trovarsi nello stesso Comune in cui si trova la casa data in comodato ai familiari.

Adempimenti per ottenere il bonus fiscale - per ottenere lo sconto fiscale è necessario adempiere alle seguenti formalità:
– il contratto di comodato deve essere registrato. La registrazione, al 2016, avrà un peso di 216 euro (di cui 200 euro di imposta di registro e 16 euro di marca da bollo ogni quattro pagine di contratto);
– la registrazione deve essere richiesta entro venti giorni dalla data dell’atto;
– il comodante deve presentare la dichiarazione Imu 2016, entro il 30 giugno 2017: non rilevano le precedenti dichiarazioni o comunicazioni inviate ai Comuni, visto che le condizioni per l’accesso sono cambiate e la normativa ora prevede espressamente che ai fini dell’applicazione dell’agevolazione il soggetto passivo deve attestare nella dichiarazione Imu la sussistenza di tutti i requisiti.

Pertinenze - La riduzione della base imponibile opererà per tutte le pertinenze concesse in comodato, anche se si tratta di due garage, a condizione ovviamente che queste siano puntualmente individuate nel contratto di comodato. Inoltre, ben potrà verificarsi l’ipotesi di abitazione che sia agevolabile solo a metà, come nel caso di abitazioni in comproprietà di due coniugi di cui solo uno rispetta le condizioni imposte dalla norma.

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