Addio roaming: liberi di telefonare, messaggiare ma non di 'navigare'

14 giugno 2017 ore 13:27, Luca Lippi
Il roaming telefonico nell'Unione Europea cesserà di esistere da domani 15 giugno 2017. Una decisione che di fatto rivoluzionerebbe l'utilizzo degli smartphone all'estero. La corsa all'adeguamento degli operatori telefonici è già sulla linea di arrivo, tuttavia la nuova normativa richiede un'attenta analisi considerando i vari elementi in gioco.
Il roaming nell’Ue - Immaginiamo di essere in vacanza in Spagna e di cominciare a telefonare, inviare SMS o navigare su internet a Madrid attraverso la SIM che utilizziamo tutti i giorni in Italia. Ecco, questo è il roaming. L'operatore telefonico italiano con cui si è sotto contratto stringe un accordo con uno degli operatori telefonici stranieri (in questo caso spagnolo) al fine di poter far utilizzare le infrastrutture di rete di quest'ultimo ai propri clienti. Ovviamente, questo comporta un dispendio di risorse economiche per l'operatore telefonico, che può essere definito come costo del roaming all'ingrosso.  Un esborso che inevitabilmente ricade sull'utente finale che, per poter navigare in uno dei Paesi esteri dell'Unione Europea, fino ad oggi ha dovuto riconoscere una certa cifra al proprio operatore.

I costi - Al fine di poter eliminare il roaming, è stato necessario operare un'analisi sui costi dei servizi di telefonia mobile nei vari Paesi dell'U.E.. Ne è scaturito un quadro estremamente variegato, sia per i prezzi che per il diverso utilizzo a seconda delle zone geografiche. Basti pensare come, nel 2014, in Lettonia ogni utente abbia speso, in media, 3,70 euro al mese, contro i 23,80 euro al mese degli utenti in Irlanda.
In Italia, secondo i dati raccolti nel 2015 da Demoskopea, il 67% dei consumatori non spende più di 15 euro al mese per la propria tariffa telefonica mobile, mentre il 33,2% sborsa mediamente circa 10 euro, che si riducono a meno di 8 euro per il 16,6% del campione. Dunque una situazione molto varia, che ha spinto le istituzioni europee ad azioni precise e mirate.
Da domani sarà possibile utilizzare le soglie di SMS, telefonate e traffico dati incluse nel proprio piano tariffario nazionale in uno qualsiasi dei Paesi dell'Unione Europea, senza alcun costo aggiuntivo a quanto già corrisposto mensilmente.
Addio roaming: liberi di telefonare, messaggiare ma non di 'navigare'
Per chi non possiede piani tariffari all inclusive - sono stati previsti i costi specifici nel caso in cui l'utente non abbia, nel Paese di residenza, alcun piano tariffario che comprenda SMS, telefonate o traffico dati:
-0.032 euro per ogni minuto di chiamata a partire dal 15 giugno 2017
-0.01 euro per ogni SMS inviato a partire dal 15 giugno 2017
-una riduzione step by step dei costi per il traffico dati, nell'arco dei prossimi 5 anni 7.7 euro/GB (15 giugno 2017), 6 euro/GB (01/01/2018), 4.5 euro/GB (01/01/2019), 3.5 euro/GB (01/01/2020), 3 euro/GB (01/01/2021) e 2.5 euro/GB (01/01/2022)
È bene sottolineare come la riduzione progressiva dei costi per il traffico dati andrà a riguardare anche gli utenti con un preciso piano tariffario nel Paese di residenza. 

Quindi c’è il trucco? – L'unico problema che si risolverà nel tempo è quello del prezzo all’ingrosso per il traffico dati: 7,7 euro al GB (da domani 15 giugno 2017). Irrilevante per ora il fatto che ogni anno progressivamente sarà abbassato fino ad arrivare ai 2,5 euro a GB del 2022. La tariffa all’ingrosso è determinante perché è il fulcro di tutto il meccanismo che consentirà agli operatori mobili di stabilire se potranno o meno applicare sovrapprezzi al traffico dati generato in roaming. L'obiettivo è scongiurare abusi. Gli aggravi scatteranno anche se si genererà maggior traffico all'estero invece che a "casa" (salvo eccezioni) oppure se si impiegherà una SIM straniera in Italia per tentare di risparmiare.
I regolatori europei hanno previsto due scenari ipotetici: uno basato su SIM pre-pagata e l'altro su SIM con pacchetto tutto incluso con traffico dati illimitato. Purtroppo, più fonti autorevoli che preferiscono rimanere anonime perché direttamente coinvolte, hanno confermato a Tom's Hardware che le distinzioni di Bruxelles sono poco chiare. 
Le carte, ad un'attenta analisi di esperti di policy, rivelerebbero uno scenario che andrebbe a colpire il 90% della clientela italiana a prescindere dalla tipologia di contratto.
Il motivo si deve al fatto che la vera discriminante è quella famosa tariffa all'ingrosso di 7,7 euro a GB. Insomma, per conoscere qual è il proprio monte dati limite per non rischiare di pagare aggravi bisognerà dotarsi di calcolatrice.

La formula per calcolare la soglia massima dati in roaming - Ipotizzando un'offerta italiana da 15 euro al mese, comprensiva di minuti, SMS e 4 GB di traffico, bisognerà scorporare l'IVA del 22% in modo da ottenere la cifra netta di 12,2 euro. Dopodiché dividendola per 7,7 euro si otterrà 1,59 GB. La Commissione ha consentito di moltiplicare questo risultato per due, quindi alla fine il monte dati massimo impiegabile senza incorrere in sovrapprezzi sarà di 3,18 GB. E se dovessimo sforare, quanto andremo a pagare? Bruxelles dice al massimo 7,7 euro a GB, appunto la tariffa all'ingrosso. 
In sintesi i famosi 7,7 euro che hanno una distanza lunare rispetto ai reali prezzi applicati sui mercati nazionali produrranno una distorsione che consentirà agli operatori una tutela massima. E nel caso di traffico extra-soglia di guadagnare più di quanto avviene oggi. Per questo sarà doverosa, da parte dell'autorità di controllo AgCom, una costante attività di vigilanza anti furbetti.
In ogni caso, qualsiasi reclamo potrà essere inoltrato verso l'operatore telefonico del Paese di residenza. Nell'eventualità del persistere della controversia, l'utente potrà rivolgersi direttamente all'autorità nazionale di regolamentazione, che sarà inevitabilmente chiamata a risolvere la questione.
Tutta la parte legata alla privacy e al trattamento dei dati personali sarà comunque sottoposta alle regole vigenti. Questo significa che gli operatori telefonici, per poter controllare le attività di roaming, potranno utilizzare solo i dati che normalmente vengono forniti dall'utente per la stipula dei contratti telefonici.
Infine, rimane comunque possibile per i cittadini europei acquistare una qualsiasi SIM all'intero di uno dei Paesi membri, e sfruttare le eventuali offerte da parte degli operatori telefonici durante i viaggi. Una fattispecie che comunque dovrebbe essere destinata a scomparire nel tempo considerata la nuova normativa.

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